roma-20040430-mario de renzis--esami per giornalisti, hotel ergife

Annullato all’Hotel Ergife di Roma il concorso per Avvocatura dello Stato. Diversi candidati, infatti, avrebbero protestato a causa di alcune irregolarità verificatesi durante lo svolgimento della prova. Di preciso, alcuni di loro avrebbero sorpreso altri candidati con dei codici commentati in mano, pratica assolutamente vietata. Altri aspiranti avvocati, invece, non avrebbero ricevuto le buste prima della letture delle tracce. Sono così scoppiate le proteste, accompagnate da urla e fischi.

Il tutto ha avuto inizio nel primo pomeriggio dello scorso 12 giugno e si è protratto per un paio d’ore. Per riuscire a placare gli animi, alla fine sono dovuti intervenire perfino la polizia e i carabinieri, utilizzando in certi casi maniere un po’ brusche. Nella confusione sarebbe stato “preso in mezzo pure un disabile”. «Il culmine – spiega un partecipante al concorso per Avvocatura – è stato quando si è scoperto che alcuni candidati, tra cui la figlia di un avvocato dello Stato, il giorno prima erano riusciti a far entrare un codice commentato”. Dal quel momento la situazione è diventata incontrollabile.

Durante le proteste divampate all’Hotel Ergife di Roma, alcuni partecipanti si sarebbero addirittura alzati in piedi, intonando l’inno di Mameli. Altri, mentre la commissione era impegnata a redigere le tracce dei temi, si sarebbero messi a passeggiare per i corridoi e addirittura sarebbero usciti dalle porte di sicurezza, nonostante avessero i sigilli. Per tutte queste irregolarità, il concorso è stato infine annullato. “Ormai – raccontano alcuni ragazzi – quasi nessuno era d’accordo alla prosecuzione e c’erano difficoltà anche per reperire dei volontari tra i candidati per l’estrazione della busta contenente le tracce”.

Secondo quanto riferito in una nota da Ignazio Francesco Caramazza dell’Avvocatura Generale dello Stato, il concorso di Roma sarebbe stato annullato per “gravi disordini inscenati da una minoranza di candidati che protestavano in modo esagitato contro i tempi eccessivi trascorsi prima dell’inizio della prova, allegando anche altre pretestuose lamentele”. Chi si è reso responsabile di tutto questo caos è stato già identificato e ben presto dovrà rispondere delle proprie azioni.