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I college e le università negli Stati Uniti stanno revisionando le “politiche” dei loro studenti sui temi legati alla discriminazione sessuale dopo aver ricevuto dal dipartimento Usa per l’educazione una guida sulle responsabilità degli atenei nell’arginare ogni forma di violenza sessuale, e dopo gli episodi avvenuti alla prestigiosa università di Yale.

I College di William and Mary, il Virginia Tech e la Virginia Commonwealth University hanno ufficialmente dichiarato il loro impegno nell’operare ogni cambiamento necessario sulla base delle direttive del dipartimento, inviate a tutte le istituzioni federali, con focus sulle discriminazioni di genere.

“Ci sono state richieste di revisioni sia nelle condotte sessuali degli studenti sia nelle procedure del personale amministrativo – ha dichiarato uno dei responsabili del College William and Mary -. Non abbiamo ancora rilasciato specifiche perché siamo ancora in fase di discussione con i nostri colleghi e con le altre istituzioni”.

L’Università della Virginia ha invece rivisto tutti gli eventuali comportamenti definiti “sexual-misconduct” e offensivi in modo più ampio per poter arrivare agli standard definiti a livello federale, e molti altri atenei prevedono di adeguarsi entro l’estate. Le proposte contenute nelle linee guida hanno poi allargato il concetto di “sexual misconduct” per come le università lo avevano interpretato sino ad ora, includendo stalking, cyberstalking, registrazione o trasmissione di immagine a sfondo sessuale, voyeurismo.

La direttiva fissa in 12 mesi l’intervallo di tempo utile per denunciare le violenze in ateneo, rimuovendo il limite che prevedeva la possibilità di sporgere denuncia solo per il tempo il cui lo studente era iscritto all’ateneo.