Giorgio Napolitano

Alcuni componenti del Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) hanno incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale per esprimergli il loro sostegno alla riforma dell’università approvata lo scorso 24 dicembre. I giovani hanno consegnato al capo dello Stato un documento che motiva il loro appoggio alla riforma, aggiungendo che gli studenti che li hanno eletti al Cnsu non a caso hanno scelto una rappresentanza favorevole alla nuova normativa.

L’incontro è stato chiesto con il sostegno di Giorgia Meloni, ministro della Gioventù. “Il presidente Napolitano ha condiviso la preoccupazione per il rischio di un’estremizzazione delle posizioni” ha dichiarato il presidente del Cnsu Mattia Sogaro. In una nota, Andrea Volpi, coordinatore nazionale di Azione universitaria, ed Erio Bruceti, capogruppo di Studenti per le libertà al Cnsu hanno ribadito che le contestazioni di piazza delle scorse settimane non rappresentano l’opinione della maggioranza degli studenti italiani.

“Saremo vigili nella stesura dei decreti attuativi” aggiungono i componenti del Cnsu e promettono un impegno costante per evitare che nel suo iter applicativo la legge non venga stravolta “nei principi riformatori e meritocratici”. È importante, spiegano, che si sia passati a un sistema non più fondato su inefficienze, baronati e sprechi, ma ora serve anche mettere mano a “una riorganizzazione” degli strumenti che garantiscono il diritto allo studio, per continuare ad affermare i principi di trasparenza e merito.

Nelle stesse ore si riorganizza il fronte del “no” alla riforma, che già nei giorni scorsi dibatteva sull’eventualità di promuovere un referendum abrogativo. Di sicuro è da registrare la crescente adesione allo sciopero dichiarato dalla Fiom per il 28 gennaio. Anche la Flc-Cgil ha aderito alla mobilitazione affiancando alle proteste dei lavoratori Fiat di Pomigliano e Mirafiori quella del settore della conoscenza.

Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil spiega che è inaccettabile ridurre a merce il lavoro, e denuncia che imprese e governo usano la crisi globale come grimaldello “per eliminare conquiste sociali e diritti fondamentali”. Pantaleo propone un parallelo tra le politiche per la scuola e l’università e gli accordi Fiat, perché in entrambi i casi c’è alla base un modello di società fondato sulle diseguaglianze.

Per queste ragioni, prosegue il rappresentante di Flc-Cgil, è auspicabile che il 28 gennaio la partecipazione alla manifestazione di studenti, ricercatori e lavoratori della conoscenza sia massiccia, “per costruire una alternativa alla regressione della civiltà del lavoro, alla mercificazione dei saperi e alla cancellazione del diritto allo studio”.