immigrati est laureati

Come vengono percepite le “migrazioni qualificate” dall’Est europa verso il nostro Paese? A questa domanda ha cercato di rispondere lo studio condotto dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), che svolge da tempo studi sulle ‘skilled migrations’, attraverso l’indagine sull’inserimento lavorativo dei laureati immigrati provenienti dai Paesi dell’Est.

Lo studio oltre a indagare, attraverso 1500 interviste, la posizione del campione rappresentativo della popolazione italiana sui flussi migratori provenienti dall’Europa dell’Est, ha individuato un dato interessante che rivela come i migranti “qualificati”, ovvero laureati, siano in realtà ben accettati nella quasi totalità dei casi, contrariamente a quello che dicono le percentuali di coloro che percepiscono una migrazione “indifferenziata” come “minacciosa”.

In questo quadro, l’atteggiamento degli italiani verso gli immigrati ad alta qualificazione è molto più favorevole rispetto a quello sull’immigrazione in generale, e nonostante non vi sia una precisa conoscenza della portata del fenomeno di migrazione dei laureati, “la quasi totalità (93,1%) ritiene che debbano essere pagati quanto gli italiani e l’87% pensa che un laureato est-europeo debba potere esercitare la propria professione in ogni paese dell’Ue”, riporta la ricerca.

A questi dati c’è però da aggiungere un 68,2% che non ritiene ingiusto che un laureato di qualsiasi paese accetti lavori inferiori ai suoi titoli, e quasi la stessa percentuale non è d’accordo con l’introduzione di leggi che ne agevolino l’ingresso.