classifica lavori dei sogni degli studenti di Economia

Secondo la classifica “Italy’s most attractive employers” stilata da Universum, società specializzata nelle strategie aziendali per attrarre i migliori talenti, gli studenti italiani di facoltà dell’area business sognano di lavorare per la famosa azienda alimentare dolciaria Ferrero, preferendola addirittura a Google, che si piazza al secondo posto. Subito dopo si trovano Unicredit, Intesa Sanpaolo e la Banca centrale europea, mentre per gli studenti di Ingegneria, Big G si conferma la più ambita.

Non solo giovani che sognano di lavorare per la Ferrero. Scorrendo la classifica si scopre che per gli studenti di Economia, dopo i giganti del settore lusso (lvmh) e della bellezza (L’Oréal), viene la Ferrari, che guadagna posizioni ed è decima nella speciale graduatoria. Invece, rispetto alla classifica dell’anno scorso, un colosso della moda come Giorgio Armani perde sette posizioni, mentre Bulgari arretra di undici posti, piazzandosi 23esima. Guadagnano posizioni i colossi dell’auditing e dell’accounting, le istituzioni bancarie e quelle finanziarie: Bnl-Gruppo Bnp Paribas sale al 13 posto e precede J.P. Morgan, mentre Goldman Sachs è al 18esimo.

La classifica che ha incoronato la Ferrero come azienda dei sogni per gli studenti di Economia è stata stilata in base alle preferenze espresse da quasi 21mila iscritti di 39 tra università e business school del nostro Paese. “Quest’anno – spiega Claudia Tattanelli, Global director e country manager per l’Italia di Universum – registriamo un momento di grande cambiamento nelle preferenze degli studenti italiani. Prediligono i grandi marchi ma si orientano verso le multinazionali con radici locali, finanziariamente solide, e che assumono sia in Italia che all’estero”.

Sono in netta ascesa le società di consulenza strategica e gestionale. Ad esempio, Ernst&Young è al 15esimo posto della classifica generale e al primo nel settore auditing e accounting, dopo avere guadagnato ben 9 posizioni rispetto allo scorso anno. Kpmg è al 19esimo (prima era al 26esimo), mentre nella top 30 entrano PricewaterhouseCooper (24esima posizione) e Deloitte (30esima). C’è un calo d’interesse, invece, verso famosi brand, come Sony e Nokia. Ciò che sembra attirare di più gli universitari verso le multinazionali è la possibilità di iniziare una carriera internazionale.