studenti cile

Secondo Camila Vallejo Dowling, la giovane leader studentesca oramai conosciuta in tutto il mondo, le proteste della giornata di ieri a Santiago e in altre decine di città del Cile, hanno visto la partecipazione di circa 150.000 persone tra studenti, professori e cittadini.

Una protesta che era stata annunciata come una manifestazione pacifica, in cui sfilavano carri e gruppi di persone anche in maschera, danzando a ritmo di musica per attirare l’opinione pubblica di tutto il mondo. Una impostazione che però, come già accaduto nelle dimostrazioni della scorsa settimana, si è trasformata per la presenza di alcuni soggetti a volto coperto, in un episodio di violenza.

Dopo il tragico bilancio di 900 arresti nella scorsa settimana, ieri la polizia ha ammanettato circa 273 manifestanti, alcuni dei quali stavano incendiando auto, attaccando negozi e appartamenti, rompendo finestre e facendo irruzione negli edifici.

Gli studenti pacifici però non sono soli nelle loro marce per la riforma del sistema universitario e sociale in Cile. Il governo ha infatti introdotto una serie di misure di austerità e schemi di privatizzazione, a cui la società civile vuole opporre resistenza. Per questo i cortei vedono in prima linea i minatori, una categoria potente nel Paese.

Solidarietà agli studenti cileni è giunta anche dalla Florida. A Miami, infatti, un gruppo di attivisti ha manifestato ieri di fronte al consolato del Cile, con slogan e striscioni di supporto non solo alla comunità cilena negli Usa ma a tutto il Paese in protesta. Misure rigide della stessa portata sono infatti allo studio anche negli Stati Uniti. La stessa Università internazionale della Florida sta tagliando sia i corsi disponibili, che i dipartimenti e l’ammontare delle borse di studio.