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	<title>Universita.it&#187; Studenti</title>
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	<description>Istruzione per l&#039;uso</description>
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		<title>Innovazione, quando le università premiano il merito</title>
		<link>http://www.universita.it/premi-universita-idee-innovazione-2010/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Pistola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[concorso start cup]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Alle porte il nuovo anno accademico, e iniziano a farsi avanti le iniziative all&#8217;interno delle università per sostenere i progetti di impresa basati sulle idee di innovazione degli studenti. Incubatori, start-up, premi, formazione in business planning, sono i focus principali dei bandi universitari a disposizione di giovani studenti o neo-laureati particolarmente creativi.
Tra le iniziative più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10003" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-10003 " src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/09/piantina-300x255.jpg" alt="start up università impresa" width="210" height="179" /><p class="wp-caption-text">start up università impresa</p></div>
<p>Alle porte il nuovo anno accademico, e iniziano a farsi avanti le iniziative all&#8217;interno delle università per sostenere i progetti di <strong>impresa </strong>basati sulle <strong>idee di innovazione </strong>degli studenti. Incubatori,<strong> </strong>start-up, <strong>premi</strong>, formazione in business planning, sono i focus principali dei bandi <strong>universitari </strong>a disposizione di giovani studenti o neo-laureati particolarmente creativi.</p>
<p><span id="more-10002"></span></p>
<p>Tra le iniziative più ambite, ma appena concluse, il <a title="Premio nazionale innovazione" href="http://www.pnicube.it/#">Premio nazionale per l&#8217;innovazione</a><strong>,</strong> gestito dall&#8217;Associazione incubatori universitari, che prevede oltre a premi in denaro anche una formazione in prima linea nella Silicon Valley, un progetto che ha riscosso notevole popolarità considerando le 306 imprese nate con il contributo delle università aderenti al Pni, sino ad oggi.</p>
<p>Sulle <strong>tecnologie </strong>e l&#8217;innovazione si basa invece il <a title="progetto" href="http://www.startcup-spinner.startcup.com/documentazione/regolamento_sturtcup_2010.pdf">progetto </a>delle università di <strong>Bologna </strong>e di <strong>Modena</strong>, aperto fino al<strong> 20 settembre</strong> che premierà gruppi o singoli studenti con idee davvero avanzate nel campo delle nuove tecnologie, così come l&#8217;iniziativa dell&#8217;Università di Torino e il Politecnico che mettono a disposizione un contributo di tremila euro per la nascita di una società e altri tremila per ogni persona che ne prenda parte, comprendendo anche un servizio di counseling finanziario.</p>
<p>Fino al <strong>3 ottobre </strong>invece apre le porte della &#8220;<a title="start cup" href="http://www.startcuppalermo.it">Start CUP</a>&#8221; l&#8217;Università di <strong>Palermo </strong>che premierà le migliori tre idee di impresa  di studenti, neolaureati e ricercatori. Possono partecipare studenti, dottorandi e ricercatori anche in gruppi, purché almeno un rappresentante sia residente in Sicilia. In collaborazione invece con il Sole 24 Ore è la Start Cup <strong>CNR</strong>, attiva fino al <strong>30 settembre</strong>, che mira a  favorire la nascita di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico &#8220;a partire dai più promettenti risultati di ricerca dell&#8217;Ente&#8221;, i cui vincitori saranno premiati in occasione del Festival della Scienza 2010 a Genova dal 29 Ottobre.</p>
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		<title>A Bologna il corso di laurea in &#8220;Ortofrutta Internazionale&#8221;</title>
		<link>http://www.universita.it/bologna-universita-laurea-ortofrutta-internazionale/</link>
		<comments>http://www.universita.it/bologna-universita-laurea-ortofrutta-internazionale/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 10:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Pistola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[università bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[Iniziano a raccogliersi adesso i primi &#8220;frutti&#8221; alla facoltà di agraria dell&#8217;Alma Mater di Bologna dedicata agli aspiranti esperti nella progettazione, gestione e valutazione dei sistemi produttivi arborei nel campo internazionale. I primi laureati infatti vengono da diversi paesi in tutto il mondo, e in seguito al corso di due anni in Ortofrutticoltura Internazionale nell&#8217;ambito del progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10001" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-10001 " src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/09/frutta-300x248.jpg" alt="laurea ortofrutta internazionale" width="210" height="174" /><p class="wp-caption-text">laurea ortofrutta internazionale</p></div>
<p>Iniziano a raccogliersi adesso i primi &#8220;frutti&#8221; alla facoltà di agraria dell&#8217;Alma Mater di <strong>Bologna</strong> dedicata agli aspiranti esperti nella progettazione, gestione e valutazione dei sistemi produttivi arborei nel campo <strong>internazionale</strong>. I primi laureati infatti vengono da diversi paesi in tutto il mondo, e in seguito al corso di due anni in <strong>Ortofrutticoltura</strong> Internazionale nell&#8217;ambito del progetto Erasmus mundus, hanno ottenuto il titolo magistrale.</p>
<p><span id="more-10000"></span></p>
<p>Tanti del sud America, Asia, e Canada sono i luogi di provenienza dei <strong>18 neo laureati</strong>, che per apprendere le competenze e conoscenze del &#8220;bizzarro&#8221; corso di laurea, hanno viaggiato in diverse università europee, ciascuna specializzata in diversi settori dell&#8217;ortofrutta a livello internazionale.</p>
<p>Il corso, che verrà replicato anche il prossimo anno, ha visto l&#8217;apprezzamento del Rettore e del coordinatore del  prof. Guglielmo Costa che ha sottolineato &#8220;<strong>l&#8217;occasione</strong> unica sia per lo scambio che per l&#8217;integrazione <strong>multiculturale</strong>&#8221; e che permette che &#8220;i nostri standard qualitativi siano conosciuti e condivisi dai produttori di altri  che devono mantenere standard qualitativi uguali ai nostri&#8221;.</p>
<p>Protagoniste dell&#8217;iniziativa di calibro <strong>europeo</strong>, l&#8217;Universita&#8217; di Bologna, l&#8217;Universita&#8217; Tecnica di Monaco e l&#8217;Universita&#8217; per le Risorse naturali e Scienze della vita di Vienna, atenei selezionati per le loro radici negli studi e nella cultura legata alla frutticoltura. In particolare, l&#8217;unico ateneo italiano prescelto, ha potuto dare il suo apporto nelle aree riguardanti le fasi di produzione e gestione economica.</p>
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		<title>Anche in Ghana più spazio all&#8217;università</title>
		<link>http://www.universita.it/sviluppo-universita-ghana/</link>
		<comments>http://www.universita.it/sviluppo-universita-ghana/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 08:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Pistola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi in via di sviluppo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sistema universitario in Ghana, regione dell&#8217;Africa Occidentale, ha subito scossoni positivi in questi giorni, in cui diversi annunci danno chiari cenni della volontà di investire nello sviluppo e nel miglioramento dei servizi agli studenti. Nuovi atenei, più alloggi per studenti e istruzione a distanza rappresentano i punti-chiave di questo nuovo corso.
Il Ghana, che conta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9257" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><img class="size-medium wp-image-9257 " src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/08/ghana-300x250.jpg" alt="ghana università" width="180" height="150" /><p class="wp-caption-text">ghana università</p></div>
<p>Il sistema universitario in <strong>Ghana</strong>, regione dell&#8217;Africa Occidentale, ha subito scossoni positivi in questi giorni, in cui diversi annunci danno chiari cenni della volontà di investire nello sviluppo e nel <strong>miglioramento </strong>dei <strong>servizi </strong>agli studenti. Nuovi atenei, più <strong>alloggi </strong>per studenti e <strong>istruzione </strong>a distanza rappresentano i punti-chiave di questo nuovo corso.</p>
<p><span id="more-9256"></span>Il Ghana, che conta oggi 6 università, ha il più alto tasso di <strong>scolarizzazione </strong>dell&#8217;Africa Occidentale, circa l&#8217;83% dei ragazzi a scuola, e negli ultimi dieci anni la spesa per l&#8217;istruzione è aumentata tra il 28 e il 40 per cento del suo bilancio annuo.</p>
<p>Nei giorni scorsi è stata inaugurata all&#8217;<a title="università del ghana" href="http://www.ug.edu.gh/">Università del Ghana</a>, la più antica del territorio, una struttura di Information Communication Technology, che sarà utilizzata per attivare un progetto di <strong>e-learning</strong> che potrà finalmente incentivare l&#8217;istruzione nelle zone rurali, più <strong>povere </strong>e mal collegate con i centri urbani, dando la possibilità inoltre di alfabetizzare la popolazione alle nuove tecnologie.</p>
<p>Il governo del Ghana ha inoltre deciso che verranno create due <strong>nuove </strong>università, un annuncio fatto  dal segretario esecutivo del Consiglio nazionale dell&#8217;istruzione terziaria, Paul Effah, durante il Congresso degli amministratori universitari in Ghana, un evento annuale.</p>
<p>Buone notizie infine anche per gli studenti fuori sede della principale università del Paese: è stata infatti iniziata la costruzione di una &#8216;<strong>Casa dello studente</strong>&#8216; che potrà ospitare 2.000 studenti all&#8217;interno del campus universitario, che offrirà una serie di servizi aggiuntivi.</p>
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		<title>Università Usa: contro il mammismo si celebra l&#8217;addio ai genitori</title>
		<link>http://www.universita.it/separazione-genitori-figli-universita-usa/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 09:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Bruno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[università usa]]></category>
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		<description><![CDATA[A quanto pare l&#8217;eccessiva intrusione dei genitori nella vita dei figli non è una sindrome solo italiana, anzi riguarda molto da vicino anche gli Stati Uniti dove la separazione tra genitori e figli al momento dell&#8217;iscrizione all&#8217;Università è diventata sempre più difficile. Tanto che alcuni campus hanno raccontato di madri e padri che si aggiravano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1248" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><img class="size-full wp-image-1248" title="Separazione genitori figli università Usa" src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2009/06/9dd6595557.jpg" alt="separazione genitori figli università usa" width="230" height="157" /><p class="wp-caption-text">separazione genitori figli università usa</p></div>
<p>A quanto pare l&#8217;eccessiva intrusione dei genitori nella vita dei figli non è una sindrome solo italiana, anzi riguarda molto da vicino anche gli Stati Uniti dove la <strong>separazione</strong> tra <strong>genitori</strong> e figli al momento dell&#8217;iscrizione all&#8217;Università è diventata sempre più difficile. Tanto che alcuni campus hanno raccontato di madri e padri che si aggiravano per giorni nei dintorni delle città universitarie, senza trovare pace. Così, alcune università d&#8217;oltreoceano hanno deciso di dedicare addirittura una giornata alla separazione tra genitori e figli nel campus: la giornata dell&#8217;ultimo abbraccio, anche detta &#8220;cerimonia di addio&#8221;.</p>
<p><span id="more-9776"></span></p>
<p>A renderlo noto un&#8217;<a title="Indagine NY Times" href="http://www.nytimes.com/2010/08/23/education/23college.html?_r=1">indagine</a> del <em>New York Times </em>che riporta il caso del Morehouse College di <strong>Atlanta</strong>, dove è stato istituita la cerimonia di addio ai genitori; dell&#8217;Università del <strong>Minnesota</strong>, che avrebbe escogitato di convocare i genitori a un ricevimento mentre gli studenti decidono la sistemazione nei dormitori universitari; il <strong>Grinnell</strong> College dove la separazione tra genitori e figli diviene un vero e proprio rito con la sistemazione degli studenti da una parte e dei genitori dall&#8217;altra nella grande palestra universitaria.</p>
<p>Insomma, dopo l&#8217;allarme lanciato dagli atenei milanesi sugli<a title="Studenti iscritti all'università dai genitori" href="http://www.universita.it/studenti-iscritti-universita-genitori/"> studenti iscritti all&#8217;università da genitori</a> e nonni, per una volta il fenomeno dell&#8217;attaccamento tra figli e genitori non sembra essere prerogativa esclusiva del mammismo italiano. Parola di<em> New York Times</em>.</p>
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		<title>La Siria dice stop al velo integrale nelle Università</title>
		<link>http://www.universita.it/stop-velo-integrale-universita-siria/</link>
		<comments>http://www.universita.it/stop-velo-integrale-universita-siria/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Pistola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[dress code]]></category>
		<category><![CDATA[università musulmane]]></category>
		<category><![CDATA[velo integrale]]></category>
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		<description><![CDATA[Via il velo integrale, burqa o niqab, dalle università e dai campus della Siria. &#8220;Non è coerente con i valori e l&#8217;etica della tradizione accademica&#8221;, a riferirlo è l&#8217;agenzia statale Sana, riportando una direttiva del ministro dell&#8217;Istruzione superiore, Ghaith Barakat.
La decisione del governo di Damasco è da attribuire, secondo fonti diverse, sia alle richieste avanzate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9140" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-9140 " src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/07/Burka-300x195.jpg" alt="velo integrale siria" width="210" height="137" /><p class="wp-caption-text">velo integrale siria</p></div>
<p>Via il <strong>velo integrale</strong>, burqa o niqab, dalle <strong>università </strong>e dai campus della Siria. &#8220;Non è coerente con i valori e l&#8217;etica della tradizione accademica&#8221;, a riferirlo è l&#8217;agenzia statale Sana, riportando una direttiva del ministro dell&#8217;Istruzione superiore, Ghaith Barakat.</p>
<p><span id="more-9125"></span></p>
<p>La decisione del governo di <strong>Damasco </strong>è da attribuire, secondo fonti diverse, sia alle richieste avanzate da alcune famiglie, sia dal fatto che, alcuni insegnanti che indossavano il velo integrale, svolgono ora lavori di ufficio perché è impossibile ogni tipo di <strong>interazione </strong>con gli studenti&#8221;.</p>
<p>Il velo che lascia scoperti solo gli <strong>occhi</strong>, secondo gli esponenti di governo e molti critici, non rappresenta infatti nella quasi totalità dei casi una scelta autonoma, ma una <strong>imposizione</strong>, e come tale favorirebbe il proliferare di un pensiero di tipo integralista ed estremista.</p>
<p>Il velo integrale nelle università e nei luoghi pubblici in generale, è un elemento di forte discussione non solo nei Paesi islamici come l&#8217;Egitto che è stato protagonista di molte <a title="querelle velo università" href="http://www.universita.it/egitto-divieto-velo-esami/">querelle sul velo all&#8217;università</a>, ma anche in Europa e nei paesi occidentali. Nel 2009 il governo <strong>francese </strong>ha infatti votato a favore del divieto di indossare veli che coprono il volto, e ad aprile dello stesso anno il Belgio è stato il primo Paese europeo a mettere <strong>fuori legge</strong> il velo integrale nei luoghi pubblici.</p>
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		<title>India: la celebre università buddista risorgerà dalle ceneri</title>
		<link>http://www.universita.it/india-ricostruzione-universita-nalanda/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 08:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Pistola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[buddhismo]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[Università India]]></category>
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		<description><![CDATA[Sorgerà sulle rovine oggi venerate dai pellegrini di tutto il mondo l&#8217;Università definita &#8220;di Buddha&#8220;, la prestigiosa università indiana di Nalanda distrutta dalle fiamme circa un migliaio di anni fa. È questa la proposta che arriverà a breve in Parlamento da parte del governo di New Delhi, che intende iniziare i lavori e avvalersi anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9255" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="size-medium wp-image-9255 " src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/08/nalanda-300x225.jpg" alt="nalanda università india" width="240" height="180" /><p class="wp-caption-text">nalanda università india</p></div>
<p>Sorgerà sulle rovine oggi venerate dai pellegrini di tutto il mondo <strong>l&#8217;Università </strong>definita &#8220;di <strong>Buddha</strong>&#8220;, la prestigiosa università indiana di Nalanda distrutta dalle <strong>fiamme </strong>circa un migliaio di anni fa. È questa la proposta che arriverà a breve in Parlamento da parte del governo di New Delhi, che intende iniziare i lavori e avvalersi anche dell&#8217;esperienza del Nobel per l&#8217;economia Amartya Sen.</p>
<p><span id="more-9254"></span></p>
<p>La <strong>storia </strong>narra che questo istituto, il più grande ateneo buddista, fu distrutto sul finire del XII secolo d.c. e che tutti gli insegnanti, gli studenti, gli esperti di tutto il mondo furono <strong>uccisi </strong>all&#8217;interno dall&#8217;esercito di un re turco per la sua rabbia per non aver rilevato una copia del Corano nella stupefacente biblioteca dell&#8217;Università.</p>
<p>Nel caso di <strong>Nalanda </strong>infatti non si parla solo di una &#8220;università&#8221; come potremmo definirla in tempi moderni, ma di un <strong>pilastro </strong>culturale e religioso per il popolo indiano. Ben 2500 anni fa, infatti, si narra che fosse il Buddha in persona a tenere lezioni e diffondere il suo pensiero, diffuso poi dal Tibet alla Cina. Un ateneo che che ha visto la docenza di interpreti unici della filosofia indiana, tra cui i <strong>Dalai lama</strong> e i Khan mongoli.</p>
<p>Il progetto è <strong>ambizioso </strong>ed ha accolto adesioni per ora oltre che dalla Cina e dal Giappone, anche da Singapore, seppur è da considerare che una <strong>replica </strong>fedele non sarà per il momento possibile, considerando le risorse che sarebbero necessarie per ricostruire un luogo in cui si possa insegnare ogni <strong>disciplina</strong>, dall&#8217;astronomia all&#8217;anatomia, come avveniva un tempo.</p>
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		<item>
		<title>Paesi Arabi, giovani universitari per la censura sul web</title>
		<link>http://www.universita.it/ricerca-youth-arab-world-studenti-censura/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Pistola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[università arabia]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sempre i giovani si rivelano il motore del cambiamento, e così capita che vengano totalmente assorbiti dalla tradizione e orientati dai regimi politico-religiosi di cui sono cittadini. È quanto rilevato dalla ricerca periodica &#8220;Youth in Arab World&#8221; svolta  dall&#8217;Issam Fares Institute for Public Policy and International Affairs (IFI) presso l&#8217;American University of Beirut (AUB), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9265" class="wp-caption alignleft" style="width: 185px"><img class="size-medium wp-image-9265    " src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/08/pc-300x231.jpg" alt="censura web paesi arabi" width="175" height="135" /><p class="wp-caption-text">censura web paesi arabi</p></div>
<p>Non sempre i <strong>giovani </strong>si rivelano il motore del cambiamento, e così capita che vengano totalmente assorbiti dalla tradizione e orientati dai regimi politico-religiosi di cui sono cittadini. È quanto rilevato dalla ricerca periodica &#8220;Youth in Arab World&#8221; svolta  dall&#8217;Issam Fares Institute for Public Policy and International Affairs (IFI) presso l&#8217;American University of Beirut (AUB), secondo cui più del 40% degli <strong>studenti </strong>di alcuni <strong>paesi arabi</strong> sarebbero a favore di un maggior <strong>controllo </strong>e <strong>censura </strong>sul <strong>web</strong>.</p>
<p><span id="more-9262"></span>La ricerca si basa s circa <strong>2700 interviste</strong> a studenti di università e scuole superiori all&#8217;ultimo anno di istituti in Libano, Emirati Arabi e Giordania, i quali, per l&#8217;8% hanno risposto di essere a favore di una limitazione totale dell&#8217;accesso al mondo del <strong>web</strong>, mentre un più &#8220;moderato&#8221; 40% non si ritiene contrario a una maggiore <strong>censura </strong>e controllo sempre sulla rete.</p>
<p>Tuttavia, quasi in tendenza opposta, il comportamento e il consumo culturale in alcune pratiche, come ad esempio <strong>scaricare </strong>musica <strong>illegalmente</strong>, secondo &#8220;<a title="youth in the arab world" href="http://www.aub.edu.lb/ifi/public_policy/arab_youth/Pages/index.aspx">Youth in the Arab World</a>&#8221; si fa molto più vicino ai giovani <strong>occidentali</strong>. Tra i contenuti fruiti sul web ad avere la maggiore sono lo sport, la musica e l&#8217;intrattenimento.</p>
<p>Questi risultati sembrano arrivare in un momento particolarmente strategico per la <strong>libertà </strong>di espressione nel mondo arabo, le ultime notizie riportano infatti la censura e la massa al bando dei servizi di messaggistica via email del produttore <strong>Blackberry</strong>, Research in Motion (Rim). La &#8220;soluzione&#8221; è presto trovata: Rim installerà un nuovo server, finora collocati in Canada e di difficilissimo accesso alle autorità, che permetterà al governo saudita di esercitare stretta <strong>sorveglianza </strong>sulle linee</p>
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		<title>Velo integrale, professoressa indiana contro l&#8217;obbligo di indossarlo</title>
		<link>http://www.universita.it/india-battaglia-contro-velo-universita-aliah/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Pistola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Università India]]></category>
		<category><![CDATA[velo integrale]]></category>
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		<description><![CDATA[La giovane professoressa dell&#8217;Università di Aliah in India, nel West Bengala, ha vinto la sua battaglia contro l&#8217;obbligo di indossare il velo integrale. A dare la notizia è l&#8216;Indian Express, lo stesso che aveva raccolto l&#8217;appello dell&#8217;insegnante e ne aveva fatto un caso mediatico in India. Una vicenda risaltata gli occhi degli stessi esponenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9288" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-9288 " src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/08/velo-300x225.jpg" alt="velo università india" width="210" height="158" /><p class="wp-caption-text">velo università india</p></div>
<p>La giovane professoressa dell&#8217;<strong>Università</strong> di Aliah in <strong>India</strong>, nel West Bengala, ha vinto la sua <strong>battaglia </strong>contro l&#8217;obbligo di indossare il <strong>velo </strong>integrale. A dare la notizia è l<em>&#8216;Indian Express</em>, lo stesso che aveva raccolto l&#8217;appello dell&#8217;insegnante e ne aveva fatto un caso mediatico in India. Una vicenda risaltata gli occhi degli stessi esponenti di governo che hanno fatto in modo di ripristinare il giusto corso di una istituzione che si prefigge di promuovere, oltre che la didattica, anche la collaborazione tra culture e secolarismo.</p>
<p><span id="more-9286"></span></p>
<p>L&#8217;<a title="università" href="http://www.aliah.ac.in/">università coinvolta</a> è il primo ateneo musulmano nel Paese, e Sirin Middya, giovane <strong>professoressa </strong>di Bengali di soli <strong>24 anni</strong>, chiamata a lavorare nel campus, si è trovata in condizioni difficili per non voler indossare il velo integrale. Nonostante infatti l&#8217;ateneo, nato nel 2008, non abbia ufficialmente nessun &#8220;dress code&#8221; per studenti e insegnanti l&#8217;Unione degli Studenti impone come una &#8220;consuetudine&#8221; l&#8217;indossare il <strong>burqa</strong>.</p>
<p>La questione è iniziata a fine luglio, quando l&#8217;insegnante, non ricevendo nessun aiuto o collaborazione dalle amministrazioni dell&#8217;ateneo, si è rivolta con un <strong>appello </strong>al Vice cancelliere Syed Shamshul Alam, il quale, allertato dal Responsabile per l&#8217;Educazione a Madrasa, ha fatto recapitare alla giovane una lettera in cui si ribadiva l&#8217;assenza di <strong>obblighi </strong>nell&#8217;abbigliamento e si richiedeva di ripristinare l&#8217;insegnamento.</p>
<p>Pur avendo vinto la sua battaglia per essere libera di indossare o meno il velo integrale, Middya si è detta comunque <strong>preoccupata </strong>per altri comportamenti futuri, e ha chiesto all&#8217;università di assicurarsi che non vi siano in futuro altri episodi spiacevoli o di <strong>violenza </strong>all&#8217;interno del campus.</p>
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		<title>Francia: uno studente contro l&#8217;estinzione della lingua Eyak</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Pistola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[università francia]]></category>
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		<description><![CDATA[Alquanto bizzarra la storia di uno studente francese che, avendo preso a cuore la lingua tribale &#8220;Eyak&#8221; &#8211; parlata nel sud dell&#8217;Alaska e a rischio estinzione -  oggi ha intrapreso  il suo viaggio nel selvaggio Nord per riportarla in vita e per non dimenticarla.
Lui si chiama Guillaume Leduey ed è uno studente francese presso l&#8217;Università [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9336" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-9336 " src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/08/marie-300x200.jpg" alt="eyak studente francia" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">eyak studente francia</p></div>
<p>Alquanto bizzarra la storia di uno <strong>studente </strong>francese che, avendo preso a cuore la <strong>lingua </strong>tribale <strong>&#8220;Eyak&#8221; &#8211; </strong>parlata nel sud dell&#8217;<strong>Alaska</strong> e a rischio estinzione -  oggi ha intrapreso  il suo viaggio nel selvaggio Nord per riportarla in vita e per non dimenticarla.</p>
<p>Lui si chiama Guillaume Leduey ed è uno studente francese presso l&#8217;<strong>Università</strong> di<strong> Le Havre</strong>, la cui storia è stata ripresa alcuni giorni fa dal <em>Wall Street Journal</em>.</p>
<p><span id="more-9335"></span><br />
Fino al <strong>2008 </strong>Guillaume, brillante studente universitario, non aveva mai lasciato l&#8217;Europa, e lo ha fatto solo per conoscere l&#8217;ultima persona capace di parlare la lingua Eyak, idioma usato dalle tribù che vivevano in Alaska centro meridionale. Una lingua destinata all&#8217;estinzione, considerando che  il 21 gennaio 2008 <strong>moriva </strong>la sua ultima <strong>superstite </strong>Marie Jones di 90 anni.</p>
<p>Proprio a lui si sono rivolti i familiari per poter tradurre le ultime parole della donna, anch&#8217;essi ignari della lingua poiché ai tempi era considerato disdicevole imparare altre lingue al di fuori dell&#8217;inglese in alcune <strong>tribù </strong>dell&#8217;Alaska. Questa passione è giunta fino alle orecchie di alcuni suoi professori presso l&#8217;Università che frequenta, si legge sul <a title="wall street journal" href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704499604575407862950503190.html">Wall Street Journal</a>, che lo hanno indirizzato presso alcuni docenti in Alaska in cui Guillaume ha già tenuto diverse lezioni con successo.</p>
<p>La volontà di salvare questa lingua <strong>tribale </strong>dall&#8217;estinzione ha radici nel giovane passato dello studente, a 12 anni infatti venne a conoscenza della lingua tramite un semplice dizionario, e scoprì che rimaneva un unico parlante al mondo. La storia dell&#8217;idioma lo affascinò così tanto da portarlo ad approfondire fino a tenere oggi vere e proprie <strong>lezioni.</strong></p>
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		<title>&#8220;Scommetti che prendo 30?&#8221; In Usa si gioca sul voto d&#8217;esame</title>
		<link>http://www.universita.it/scommesse-voto-esame-studenti-usa/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Pistola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[esami]]></category>
		<category><![CDATA[università usa]]></category>
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		<description><![CDATA[Se passi l&#8217;esame vinci, ma se ti bocciano sei tu a dover pagare pegno. Quanto ci scommetteresti su un 30 e lode? Sicuramente un ottimo incentivo a mettersi a lavoro per gli studenti di alcune università USA che ora potranno accedere al servizio di Ultrinsic.com, un sito di scommesse sul voto d&#8217;esame, inventato, e come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9338" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="size-medium wp-image-9338 " src="http://www.universita.it/wp-content/uploads/2010/08/bet-300x201.jpg" alt="scommesse esami studenti usa" width="240" height="161" /><p class="wp-caption-text">scommesse esami studenti usa</p></div>
<p>Se passi l&#8217;<strong>esame</strong> vinci, ma se ti bocciano sei tu a dover pagare pegno. Quanto ci scommetteresti su un 30 e lode? Sicuramente un ottimo incentivo a mettersi a lavoro per gli studenti di alcune <strong>università USA </strong>che ora potranno accedere al servizio di Ultrinsic.com, un sito di <strong>scommesse </strong>sul <strong>voto </strong>d&#8217;<strong>esame</strong>, inventato, e come poteva essere diversamente, da un ex-studente universitario, Jeremy Gelbart.</p>
<p><span id="more-9337"></span></p>
<p>Il sito <a title="ultrinsic" href="http://www.ultrinsic.com/">Ultrinsic </a>in realtà non è di recentissima creazione, iniziava a funzionare già un anno fa ma solo per gli studenti della New York University e della University of Pennsylvania, però visto il successo Jeremy ha intenzione di allargare il raggio di azione anche ad alcuni atenei della <strong>Ivy League</strong>, ovvero gli atenei più prestigiosi degli USA, ed altre 36 università, tra cui il campus di Stanford e dell&#8217;Università della California.</p>
<p>Per poter partecipare occorre innanzitutto, come avviene su tutti i più noti social system, creare una propria pagina personale completa di <strong>curriculum </strong>studiorum, il che consente al sistema di effettuare delle stime sulle capacità e le possibilità degli studenti di prendere determinati voti e <strong>quotare </strong>le scommesse.</p>
<p>Fatto ciò, non resta che puntare e mettersi sui libri, e la valutazione, assieme ovviamente ai <strong>dollari, </strong>arriveranno solo a fine semestre quando si dovrà inviare la pagella con i voti e si inizierà a riscuotere, o a saldare il proprio debito. Il creatore assicura che l&#8217;iniziativa punta a incoraggiare i ragazzi a studiare e funzionerà come un potente <strong>incentivo </strong>ad avere buoni voti.</p>
<p>Il fatto di puntare solo sulle proprie abilità e non sul gioco, esonererebbe infatti il sito dalla legislazione americana che considera <strong>illegali </strong>ogni tipo di scommesse.</p>
<p>Non è la prima volta che il mondo delle scommesse online coinvolge il mondo universitario. In Italia è nato quest&#8217;anno un <a title="Blog totoconcorsi" href="http://www.universita.it/blog-totoconcorsi-universitari/">blog</a> di scommesse sui concorsi pubblici nel mondo della ricerca, di cui abbiamo anche <a title="Intervista inventore blog" href="http://www.universita.it/intervista-inventore-blog-pronostica-ricercatore/">intervistato l&#8217;inventore</a>.</p>
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