“Mi accorgo, caro Lucilio, che non solo mi vengo correggendo, ma mi sto anche trasformando. Non che io creda o voglia far credere che in me non resti nulla da mutare. […] Ma anche il vedere i difetti prima ignorati è indizio di un animo che ha fatto progressi. […] E in verità desidero trasfondere tutto me stesso in te, e godo di imparare qualcosa, appunto per insegnarla. Né infatti potrebbe recarmi diletto alcuna cosa, per quanto eccellente e utile, se dovessi saperla per me solo. Nessun bene ci dà gioia senza un compagno. […] Cleante non avrebbe espresso compiutamente il pensiero di Zenone se si fosse limitato ad udirne le lezioni, egli entrò nella vita del maestro, ne esaminò tutti gli aspetti più segreti, osservò se viveva in conformità alla sua dottrina”.

(Seneca, Lettere a Lucilio)

Quale tra le seguenti affermazioni esprime il significato principale del brano?