Catania, il Miur impugna lo statuto al Tar

Annullamento previa sospensione“, è questa la richiesta del Ministero dell’Istruzione al Tar di Catania in riferimento allo statuto dell’ateneo etneo entrato in vigore il 15 dicembre scorso. Il ricorso a firma del ministro Francesco Profumo sarebbe stato notificato pochi giorni fa al rettore Antonio Recca, secondo quanto riporta la Flc Cgil Sicilia.

Il direttore del Miur infatti, dopo la prima approvazione dello statuto da parte degli organi accademici, avrebbe fatto pervenire rilievi che sollevano le perplessità del Ministero su numerose questioni di legittimità e riguardavano ben 18 articoli su 42. Veniva evidenziata – osserva Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Sicilia - un’architettura istituzionale che andava ben al di là della già discutibile legge 240. I vizi però  non erano legati, come per altri atenei, ad eccesso di democraticità ma piuttosto all’abnorme concentrazione di poteri attorno alla figura del rettore, in violazione del principio di una governance improntata al principio dei pesi e dei contrappesi”.

Le richieste di modifica giunte da Roma non sarebbero tuttavia state accolte e lo statuto sarebbe stato approvato in via definitiva dall’ateneo. Ma il ministero torna oggi sulla questione a colpi di carte bollate dal momento che, si legge nel ricorso, “le disposizione censurate stanno dispiegando i propri effetti con grave vulnus per l’ordinamento universitario nazionale e, in alcuni casi con rilevanti conseguenze sul piano finanziario”.

Secondo la Flc, nel mirino del Miur ci sarebbero “dettagli” come “la composizione del cda, la decadenza del senato accademico in caso di sfiducia del rettore, la rappresentanza del personale e degli studenti negli organismi e l’esercizio dei poteri di disciplina”. E se lo statuto non piace al ministero, il testo è stato lungamente osteggiato da parte della comunità accademica, a cominciare dai sindacati e associazioni studentesche.

Per la Flc “l’impugnativa del Tar, è un duro colpo all’autoritarismo del rettore“, mentre i rappresentanti degli studenti in senato accademico Giuffrida Dario e Pappalardo Giovanni sottolineano come “Nelle precedenti sedute ci era stato garantito che l’iter di approvazione dello statuto rispettava i termini dettati dal ministero” e riportano a galla le perplessità già sollevate in fase di stesura. Ora non resta che attendere la decisione del Tar, che potrebbe comportare per l’ateneo una preoccupante impasse sotto il profilo istituzionale e organizzativo.