aumento stipendio

Hanno letteralmente “fatto le pulci” al sito internet del loro ateneo, e hanno stilato un rapporto molto dettagliato sulla retribuzione dei dirigenti dell’Università di Catania. Protagonisti di questa inchiesta nata “dal basso” sono alcuni studenti di Logos, associazione culturale giovanile ricreativa e universitaria, che a seguito dell’indagine hanno denunciato sui mezzi di informazione un aumento ingiustificato degli stipendi.

Stando alla loro analisi infatti a Catania, si è passati in tre anni da 1 a 2 milioni di spesa destinati alla retribuzione della dirigenza a tempo determinato e indeterminato, un aumento superiore al resto d’Italia soprattutto in clima di tagli e disservizi. Supporto indispensabile per l’indagine è stata l’operazione trasparenza messa in campo dal ministro Brunetta, che richiede la pubblicazione del trattamento stipendiale dei dirigenti nelle pubbliche amministrazioni.

I maxi stipendi, secondo gli studenti, sono infatti incompatibili sia con i vincoli di contenimento della sfera pubblica sia con i “parametri di virtuosità della costo del personale”, in poche parole stridono con i tagli attuati sull’istruzione e l’aumento delle tasse a carico degli studenti. Oltre all’aumento della spesa, del 100% tra il 2008 e il 2009, i manager dell’università di Catania sarebbero inoltre retribuiti in modo molto più “benevolo” rispetto agli omologhi nel resto d’Italia.

Si parla infatti di una media di stipendio che si aggira intorno ai 111 mila euro lordi annui, a cui seguono i dirigenti di Firenze con 94 mila euro, Napoli 78 e Roma Tor Vergata con 78 mila, e via diminuendo. “Troviamo eticamente riprovevole il sensibile aumento percentuale della retribuzione dei dirigenti, di per sé già elevata, effettuato nel corso degli ultimi due anni – ha dichiarato Angelo Alù, portavoce di Logos – soprattutto se questo si mette in relazione con l’aumento delle rette universitarie e in generale del costo degli studi”.

La replica alle accuse non si è fatta attendere, per il tramite del direttore amministrativo dell’ateneo, Lucio Maggio. Il trattamento economico della dirigenza applicherebbe, spiega Maggio, “quanto prescritto dalla normativa vigente e dalle previsioni contenute nella contrattazione collettiva, nazionale e integrativa”, precisando però che il “trattamento economico del direttore amministrativo è sottratto alla contrattazione”.