O bevi, o guidi. Campagna nelle universita

La seconda edizione della campagna “O bevi O guidi” entra nelle università italiane. L’iniziativa di sensibilizzazione, promossa da Confindustria AssoBirra e Unasca (Unione nazionale autoscuole e studi consulenza automobilistica), si rivolge soprattutto agli automobilisti più giovani per incrementare la consapevolezza del pericolo in cui incorre chi si mette alla guida dopo aver bevuto.

Sono ben 13 milioni gli italiani che ammettono di impugnare il volante dopo aver alzato il gomito. A rischio in particolare i giovani, molti dei quali forse ancora non sanno che il nuovo Codice della strada introduce delle restrizioni proprio per loro. Il testo prevede infatti il divieto di bere prima di mettersi alla guida per i patentati da meno di tre anni, i giovani sotto i 21 anni e i conducenti professionali.

L’università dunque è il posto giusto per informare i giovani automobilisti sui rischi per la patente e per la salute. Otto gli atenei coinvolti nella campagna, che apriranno le porte ad alcuni info-point in cui gli esperti Unasca risponderanno alle domande degli studenti e alcuni volontari Assobirra distribuiranno gratuitamente 10.000 alcol test per la misurazione del grado alcolimetrico e 20.000 leaflet informativi.

Ieri, 21 febbraio 2011, un punto informativo è stato predisposto all’Università La Sapienza di Roma, nella città universitaria porticato adiacente il Centro Informazioni Accoglienza e Orientamento. Negli altri atenei l’iniziativa, partita ieri, sarà replicata il 21 marzo prossimo: i banchetti presidieranno l’Università degli Studi di Torino, nell’atrio di Palazzo Nuovo; l’Università degli Studi di Bergamo, nell’atrio della facoltà di economia; l’Università degli Studi di Padova, presso il centro interdipartimentale Vallisneri; l’Università degli Studi di Firenze, al polo delle scienze sociali di Novoli (in piazza Ugo di Toscana); l’Università degli Studi di Perugia nella hall delle facoltà di economia e scienze politiche; l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, nel complesso universitario di Monte Sant’Angelo e l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, all’ingresso dell’ateneo.