Studenti Ca' Foscari

L’Università Ca’ Foscari di Venezia ha avviato una collaborazione con la Guardia di Finanza per verificare la situazione reddituale dei 4.600 studenti beneficiari di borse di studio o sconti sulle rette universitarie. In virtù di un protocollo d’intesa tra ateneo a Fiamme gialle nel 2010 le posizioni contributive dei borsisti e relativi nuclei familiari sono sotto la lente d’ingrandimento per assicurare, spiega il rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro, che neppure un euro delle rette da loro versate viene dirottato indebitamente a soggetti che non ne hanno diritto. Ma anche un’operazione necessaria, spiega Carraro, nel momento in cui l’ateneo decide di non aumentare ulteriormente le rette nonostante i forti tagli alle università.

Una garanzia per assicurare effettivamente il diritto allo studio ai meritevoli e bisognosi, dunque. E i primi risultati del monitoraggio del Comando provinciale di Venezia della Finanza partito lo scorso giugno mostrano finora che i casi di irregolarità sono pochi. Certo, il campione dei casi verificati non è ancora statisticamente rilevante: su 70 dichiarazioni dei redditi relative al 2009/2010 al vaglio delle Fiamme gialle, le verifiche giunte al termine sono state 22, metà su posizioni di borsisti e metà su studenti che hanno ricevuto sgravi sulle rette.

Le irregolarità sono state riscontrate in 12 casi ma si tratta per lo più di errori di compilazione. Per le altre 50 dichiarazioni le Fiamme gialle hanno chiesto all’ateneo documenti integrativi non in possesso degli interessati. Il generale Marcello Ravaioli, alla guida del comando, ha sottolineato l’importanza della partnership con l’Università di Venezia ribadendo la finalità dell’operazione: tutelare studenti e famiglie che pagano regolarmente le tasse universitarie ed evitare che si trovino a finanziare agevolazioni non dovute che finiscono a destinatari che in realtà non ne hanno titolo.

Martedì 17 gennaio il senato accademico ha anche approvato nuove sanzioni per le false dichiarazioni: in particolare lo studente nei confronti del quale si riscontri un’irregolarità dovrà versare il doppio della differenza tra quanto dovuto e quanto effettivamente versato. Se non si tratta di errori lievi o involontarie emissioni, lo studente perde anche il diritto di ottenere la riduzione delle rette nel corso dei successivi anni accademici. L’Università di Venezia sta conducendo una serrata politica di efficienza della macchina organizzativa che va dall’introduzione di libretti e tesi digitali alla valutazione dei docenti anche da parte degli studenti.