ca' foscari applicazioni per cellulari create da studenti e messe in vendita

Dal telefonino che diventa un flauto all’agenda elettronica per organizzare le partite di calcetto. Sono solo alcune delle tante applicazioni per cellulari ideate e realizzate dagli studenti del corso di Ingegneria del software (nell’ambito del corso di laurea in Informatica) che si è da poco concluso all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Adesso sono state messe in vendita, o meglio, è possibile scaricarle – tutte assolutamente gratis – dal negozio digitale di Microsoft. L’obiettivo è ricevere suggerimenti dagli utenti per poterle migliorare.

“L’idea – spiega il professor Agostino Cortese, che ha guidato l’iniziativa dell’Università Ca’ Foscari – è nata dall’esigenza di fornire ai ragazzi, al termine del corso di laurea, le competenze direttamente spendibili“. D’altra parte, quello della telefonia mobile è un mercato che esige, accanto a una solida preparazione di base, anche una certa conoscenza delle ultime tecnologie e dei loro linguaggi. Ecco perché, prosegue il docente, “abbiamo pensato che un corso di Ingegneria del software potesse essere il luogo ideale per sperimentare la costruzione dal niente di applicazioni immediatamente spendibili sul mercato”.

In questo modo, gli studenti terzo anno del corso di laurea in Informatica della Ca’ Foscari hanno potuto acquisire in pochi mesi una visione completa di tutte le tecniche e le metodologie necessarie per sviluppare tutte quelle applicazioni per cellulari, e non solo, che adesso si trovano in vendita. Un qualcosa in più, che rende i loro curricula ancora più appetibili sul mercato del lavoro. Ciò grazie anche alla collaborazione di Microsoft che ha messo a disposizione dei ragazzi sia l’accesso ai tools di sviluppo software sia alcuni smartphone Nokia di ultima generazione, sui quali fare tutte le sperimentazioni possibili.

Tre le applicazioni per cellulari realizzate dagli studenti dell’Università Ca’ Foscari e ora in vendita, ce n’è in particolare una molto divertente, che trasforma il dispositivo mobile in un vero e proprio flauto. In poche parole, il microfono viene utilizzato come fosse l’ancia di uno strumento a fiato, mentre i suoi tasti corrispondono a quelli che si trovano sullo smartphone. Così, si soffia all’interno del microfono, modulando l’intensità, e si producono i suoni. Un’altra app, invece, funziona come accordatore di chitarra e ce ne sono ancora molte altre, tutte davvero interessanti.