boom corsi universitari gratuiti online

MOOC, ovvero massive open online courses: piattaforme che offrono corsi universitari online, gratuiti e per tutti. Raggiunta la celebrità mondiale nel 2011 col corso di Sebastian Thrun, professore di Stanford, sulle intelligenze artificiali (seguito da più di 160mila studenti di 190 Paesi) hanno sempre maggiore successo.

Sono sempre più numerosi i progetti lautamente finanziati e che possono contare sulle più importanti università del mondo come sponsor: negli USA a farla da padrone sono le piattaforme EdX e Coursera. EdX, lanciato dall’Università di Harvard e dal MIT di Boston, nel suo primo anno di vita ha già coinvolto altre sei università in tutto il globo e ora sta trattando per averne una anche in Cina, Paese dalla censura piuttosto rigida ad esempio per quanto riguarda Youtube, su cui la piattaforma carica i video didattici. Coursera, invece, conta l’adesione di 62 atenei, tra cui uno ad Hong Kong e uno a Taiwan, e una gamma di corsi in diverse lingue.

Perché i corsi universitari gratuiti online? Per dare alle università la possibilità di far conoscere i propri corsi in tutto il mondo e per portare l’istruzione di alto livello in luoghi che hanno altrimenti un accesso limitato alla conoscenza. Non è una caso se le cifre di questa nuova tecnologia lasciano intravedere un probabile boom in Paesi come Brasile, India e Cina.

Proprio in Cina NetEase, importante realtà che si occupa di Internet e innovazione tecnologica, ha conteggiato che il numero di corsi  universitari gratuiti online è raddoppiato rispetto allo scorso anno. Il celebre sito Guolairen ha lanciato una propria piattaforma MOOC a Ottobre, la prima della Cina continentale: i centomila iscritti in soli sei mesi hanno convinto il proprietario a un colossale piano di investimento mirato a creare una piattaforma dedicata all’avanzamento di carriera dei giovani cinesi e a ospitare corsi di lingua cinese per stranieri.

E se l’espansione delle piattaforme per i corsi universitari gratuiti online sembra inarrestabile, le aziende stanno già pensando alla sostenibilità economica, ossia a come finanziarsi una volta esaurito l’investimento iniziale: si parla di accessi sempre gratuiti ma tariffe per sostenere esami e ottenere certificazioni e, contemporaneamente, di vendere i corsi alle università. Una rivoluzione del mercato dell’alta formazione? C’è chi è disposto a scommetterci.