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Un altro episodio di omofobia colpisce l’università, stavolta con riferimenti volgari e insulti alla Shoa. L’accaduto, che pone nuovamente al centro l’Università Bocconi di Milano, è stato opera di alcune persone che hanno imbrattato poster e locandine legate ad un evento in ateneo dal titolo “Uomini che amano le donne” sul talento femminile in ambito lavorativo, e al quale ha preso parte tra i relatori Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd e attivista per i diritti LGBT.

Slogan contro omosessuali ed ebrei, indirizzati palesemente (con frecce che toglievano ogni dubbio) all’associazione bocconiana che si batte per i diritti delle persone, Bocconi Equal Students (BEST).

Il blitz è stato realizzato nello storico edificio di via Zarfatti, nello stesso piano in cui era stato aggredito verbalmente uno studente pochi giorni fa. In quel caso avevano urlato al ragazzo “omosessuale, frocio e ricchione”, come riportato testualmente la studentessa che presiede l’associazione, Giulia Tagliaferri. All’episodio era seguita una lettera del Rettore per esprimere solidarietà alle vittime dell’accaduto e condannare i gesti di violenza.

Il giovane aveva infatti sorpreso dei ragazzi che strappavano manifesti delle loro iniziative, ed è stato aggredito e minacciato dopo aver chiesto spiegazione del gesto.

Stavolta però forse sarà facile per gli amministratori dell’ateneo scovare l’autore del blitz, alcune telecamere potrebber infatti aver ripreso , ci potrebbero però essere alcune telecamere. “Ora bisogna tutelare e incoraggiare i ragazzi dell’associazione – si è espresso Ivan Scalfarotto, membro del Pd – Purtroppo, la legge Mancino non è stata estesa alle tesi omofobiche. Mi chiedo però se scritte del genere, in un Paese civile, non creino sufficiente allarme sociale da poter essere deferite alla magistratura”.