Dottorandi Adi

I bandi per i dottorati di ricerca rischiano il blocco in attesa che il ministero dell’Istruzione e dell’Università faccia chiarezza sui contenuti della riforma universitaria. La legge fa infatti saltare l’obbligo per gli atenei di bandire senza certezza della borsa il 50% dei posti. Ma non si capisce se ciò si può tradurre in una liberalizzazione dei posti privi di borsa o se questi, invece, vengano del tutto eliminati.

L’allarme è stato lanciato dall’Adi qualche giorno fa. I dottorandi ricordano che solitamente è proprio in questo periodo dell’anno che gli atenei, valutando i propri bilanci, cominciano a stabilire la disponibilità per le borse. E invece, ad oggi, gli atenei brancolano nel buio e non sanno nemmeno come interpretare l’articolo 19 della riforma (Disposizioni in materia di dottorato di ricerca).

Come abbiamo già scritto l’Adi ha chiesto di sciogliere il nodo al ministro Gelmini ma le risposte giunte dal suo dicastero, spiegano all’associazione dei dottorandi, non sono state né esaurienti né risolutive.

Il provvedimento, intanto, non ha tempi certi e nel frattempo si rischia il blocco dei dottorati. Intanto, in molti atenei sono stati interrotti gli assegni di ricerca. Tutto congelato, dunque, in attesa della lenta burocrazia nostrana che, nel frattempo, deve produrre altri 47 decreti e regolamenti attuativi per dare corpo ad una legge che, per ora, indica solamente il quadro delle riforme.

Gli scenari che si aprono per il futuro sono molteplici: nella migliore delle ipotesi non potranno più essere banditi posti di dottorato non coperti da borsa, in pratica un taglio netto del 35% rispetto alla situazione attuale; nella peggiore ci sarà una deregolamentazione del dottorato senza borsa e dunque gli atenei, già provati dai tagli, cercheranno di massimizzare le entrate centellinando i posti con borsa e aumentando i dottorandi a pagamento.

Una situazione che pian piano incancrenirà ulteriormente il già stanco e arretrato sistema della ricerca universitaria italiana: molti progetti di ricerca anche già finanziati rimarranno a corto di ricercatori e quindi rimarranno bloccati o proseguiranno a rilento. E i giovani ricercatori aspetteranno mesi prima di poter contare su qualche forma di finanziamento.