bip research 2010 milano

bip research 2010 milano

Si è aperto ieri a Milano l’evento che mette in contatto ricercatori e aziende. Presentati quasi settecento progetti innovativi che coinvolgono trenta università italiane e internazionali e cinquanta realtà imprenditoriali. Ad aprire i lavori della manifestazione BIP Research 2010, alla sua prima edizione, è stato il Professor Antonino Zichichi, uno degli scienziati italiani più noti al mondo, pioniere nella fisica nucleare, divulgatore scientifico, autore di numerosi saggi.

Zichichi ha concentrato il suo intervento sul valore della scoperta scientifica come motore del progresso tecnologico, industriale e civile, un tema quanto mai “scottante” in questi giorni di sit-in, occupazioni e proteste negli atenei da parte dei ricercatori.

Dagli innesti robotici per la coltivazione alla penna che sa leggere ed è utile ai dislessici come agli ipovedenti. Dai farmaci ‘ibridi’ alle ultime scoperte sul neuromarketing fino ai robot “ambient intelligence” pensati per il controllo delle acque costiere, fluviali e lagunari e capaci di muoversi in totale autonomia.
Sono solo alcuni delle centinaia di progetti innovativi presentati a partire da ieri, e fino al 21 maggio, a Bip Research, l’evento che si propone di sostenere e favorire il trasferimento di innovazione e ricerca fra università e aziende, organizzato da Emblema, IDC, Mind Mercatis e in collaborazione con la Fondazione Crui.

Il richiamo dell’evento è quello di sensibilizzare gli attori coinvolti nell’innovazione, ma anche e soprattutto le istituzioni, sulla necessità di valorizzare in modo adeguato il patrimonio scientifico italiano per competere con le economie mondiali.

All’iniziativa partecipano trenta tra le principali università italiane e straniere e cinquanta aziende di calibro internazionale, insieme a ricercatori universitari, responsabili di spin-off, acceleratori d’impresa e parchi tecnologici che avranno la possibilità di entrare in contatto con aziende alla ricerca di nuove soluzioni o prodotti pronti per il mercato, piuttosto che venture capitalist disposti a finanziare la ricerca.