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Grazie agli interventi inclusi nella legge di stabilità, il previsto taglio di quindici milioni per i fondi all’ateneo fiorentino nel 2012 è stato ridotto a cinque. Ma, nonostante ciò, il rettore Alberto Tesi, durante la cerimonia di apertura dell’anno accademico 2011-2012 a inizio dicembre, ha espresso la sua preoccupazione per l’incertezza ancora legata alla questione delle risorse destinate al sistema universitario, un’incertezza “mitigata solo da interventi una tantum”, ha detto.

Universita.it ha intervistato Luca Bagnoli, delegato del rettore al bilancio, prima che l’ateneo approvi i conti per gli anni a venire. Le risposte si basano sulla bozza di bilancio preventivo 2012 predisposta dagli uffici ma non ancora approvata dai competenti organi di governo e controllo dell’ateneo.

Ridotti i tagli ma fondi ancora scarsi, come risolverà il bilancio l’Università di Firenze con l’ombra della recessione?
La riduzione dei tagli attuata con la legge stabilità 2012 prevede un rifinanziamento del sistema universitario per 400 milioni di euro. Si tratta di una parziale riduzione degli ingenti tagli introdotti dalle normative succedutesi dal 2008, anche se, a causa della sua attuale indeterminatezza, appare impossibile tenerne conto all’interno del bilancio preventivo 2012 come copertura di oneri certi. L’ateneo di Firenze, grazie a una attenta politica di contenimento dei costi, dalla riduzione degli affitti ai pensionamenti, ha raggiunto un sostanziale pareggio contabile sia nel 2010 che nel 2011. Grazie a ciò, nonché alla presenza di risorse pregresse riconducibili a cessioni immobiliari, si prevede di pareggiare anche il 2012.

Aumenterete le borse di studio per gli studenti?
In senso stretto l’ateneo fiorentino non dispone stanziamenti per il diritto allo studio, in quanto la materia è competenza dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario. Ma in senso più ampio sono diverse le azioni che l’Università attua a favore del diritto allo studio fra cui ad esempio borse di studio post laurea e premi di laurea, sostegno alla mobilità e agli scambi culturali studenti, alle iniziative ed attività culturali gestite dagli studenti. L’ateneo da alcuni anni ha, inoltre, previsto per gli studenti, che rispondano a determinati parametri di produttività o di produttività e merito, la possibilità di fare richiesta di riduzioni  o rimborsi delle tasse. Questa misura affianca alle più antiche norme che prevedono l’esenzione parziale o totale.

State investendo anche per attrarre giovani da altri Paesi?
La prospettiva dell’internazionalizzazione è ormai divenuta un aspetto strategico dell’ateneo fiorentino, nei vari campi della ricerca, della didattica, della mobilità di studenti e docenti.  Ad esempio, ad oggi, si registrano 258 accordi in vigore stipulati con altrettante università estere. Parlando più in particolare di offerta formativa, vanno sottolineate alcune proposte che vanno nella direzione della internazionalizzazione, come il corso di laurea magistrale a ciclo unico italo-francese in Giurisprudenza (che porta al conseguimento di un titolo congiunto attraverso la convenzione con l’Università di Parigi I – Panthéon-Sorbonne), l’attivazione in lingua inglese del corso di laurea magistrale in Economia dello sviluppo avanzata e del curriculum Architectural Design all’interno del corso di laurea magistrale in Architettura. Numerosi sono anche i dottorati internazionali realizzati insieme con università europee e americane. In ogni caso gli studenti stranieri costituiscono oltre il 5% degli iscritti totali dell’Università di Firenze.

Anche per la ricerca riuscirete a non operare tagli?
Le spese per la ricerca finanziate con fondi di Ateneo sono state mantenute invariate e pari a 3,5 milioni di euro.