a berlino aumenta il costo della vita

Berlino è la città della profonda trasformazione culturale che si è generata a partire dalla caduta del Muro e che continua ancora oggi: la sua costante espansione sociale ed economica l’ha resa una delle mete preferite dei giovani europei che nella capitale tedesca vanno a studiare e lavorare. Eppure la filosofia low cost che da sempre la caratterizza si sta incrinando a causa dell’aumento del costo della vita e in particolare di quello del mercato del mattone.

La città attrae studenti da mezza Europa come meta dei viaggi Erasmus e accoglie laureati che perfezionano lì il loro percorso formativo con corsi post laurea, come dottorati e master. Berlino è diventata poi il centro della cultura underground occidentale attirando creativi e artisti che hanno lasciato metropoli come Londra, Amsterdam e New York, divenute “inospitali” per la forte competitività del mercato del lavoro e il costo della vita già da tempo troppo alto.

Dalle parole dei giovani italiani che si sono trasferiti nella capitale tedesca, emerge il fascino di un modello di vita alternativo che sostiene il coraggio della creatività; un contesto sociale in cui sembra normale vivere facendo arte e occupandosi di cultura, ricerca scientifica e tecnologica. Vale a dire vivere di progetti propri colmando gli interspazi di una realtà incompleta perché in continua evoluzione e provare a realizzare idee, con le agevolazioni concesse dal welfare tedesco.

Nel parallelismo con l’Italia poi, a chi beneficia del contesto berlinese risulta che anche il nostro Paese segua la tendenza di creare figure professionali corrispondenti ai vuoti occupazionali ma con la differenza di rispondere agli interessi di pochi senza guardare al miglioramento del benessere sociale collettivo.

Berlino dunque come laboratorio in costante mutamento, eppure sembra che la popolarità stessa della città stia generando ora l’aumento del costo della vita e in particolare dei prezzi degli alloggi: i costruttori stanno approfittando infatti della celebrità degli appartamenti berlinesi, immessi originariamente sul mercato a un costo di molto inferiore alle altre città europee.

Influisce ovviamente anche l’alto tasso di disoccupazione che contraddistingue proprio Berlino nel panorama tedesco e che porta con sé precariato e instabilità professionale. Ma, ancora una volta, la percezione dei giovani italiani è che anche questo aspetto – causa in Italia di diffuso malcontento – si trasformi nella capitale tedesca in un punto di forza: il settore creativo è caratterizzato infatti da un movimento circolare costante e chi vive e lavora a Berlino può ancora permettersi di non avere come priorità la ricerca del posto fisso.

Berlino insomma, ancora immune dallo sviluppo selvaggio di imprese e multinazionali e pur in condizioni socio-economiche peggiorate, rimane la città simbolo dei giovani e delle loro idee in cerca di spazi di realizzazione.