Parlamento Ue

Una laurea valida e “spendibile” in tutta Europa, come l’euro. È questo lo scopo del provvedimento portato avanti dall’europarlamentare Luigi Berlinguer e che finalmente ha avuto riscontro positivo dal Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria lo scorso 13 marzo, che ha approvato la risoluzione proposta dall’ex ministro dell’istruzione italiano.

“Il Parlamento Europeo ha scelto di puntare sul futuro, rilanciando l’Università europea”, ha dichiarato Berlinguer, sottolineando l’importanza della risoluzione arrivata dopo ben dodici anni dalla nascita del cosiddetto “Processo di Bologna”. Un progetto che permetterà a tutti i Paesi dell’Ue, e in particolare all’Italia, di ripensare al proprio sistema di istruzione, migliorandolo e adeguandolo a standard più elevati.

“Il sogno di ogni studente che studia in un’università del proprio Stato – ha rimarcato l’europarlamentare Pd – è di arrivare ad un titolo di laurea valido in ogni angolo d’Europa e in vari altri Stati del mondo”. Questo sistema di istruzione, nato con l’accordo di Sorbona del 1998 e suggellato nel 1999 proprio a Bologna, durante la conferenza dei ministri dell’Istruzione dell’Ue, permetterebbe dunque di agevolare la mobilità dei giovani tra i diversi Paesi europei consentendo loro di “sfruttare” al meglio il titolo di studio tanto sudato.

Tra i Paesi promotori del progetto, insieme alla Francia, alla Germania e alla Gran bretagna, l’Italia sembra quello che ne ha più sofferto: “Solo in Italia questa riforma universitaria europea viene chiamata 3+2, con l’intento spesso di denigrarne la sostanza”, ha infatti spiegato l’europarlamentare, che è anche il padre della riforma definita appunto del 3+2. In realtà – prosegue – “il recente dibattito sul 3+2, come anche sulla necessità di ridurre il periodo scolastico pre-universitario di un anno per rendere i nostri studenti più competitivi, dimostra come la riforma collocava l’Italia in testa, nella prospettiva dell’Higher Education Area dell’Ue”.

La risoluzione approvata da Strasburgo sigla l’irreversibilità del processo e permette, soprattutto, di trovare tempo e modi per valorizzarlo e correggerlo al meglio. Secondo Berlinguer, da sempre impegnato nel processo di cambiamento del sistema universitario, la sequenza dei titoli di laurea, specialistica e dottorato, rappresenta una condizione necessaria per una dimensione europea dell’istruzione superiore e deve essere accompagnata da un giusto investimento delle università a favore dell’occupabilità e di concreti sbocchi nel mondo del lavoro.