bere_acqua_prima_degli_esami

Un bel bicchiere d’acqua prima di un esame o di una prova importante: è questo il semplice e inaspettato toccasana che, a detta di un team di ricercatori londinesi, permetterebbe di migliorare le nostre prestazioni mentali, producendo benessere per il cervello. Lo studio, condotto da un team della University of East London e della Westminister University, ha infatti stabilito che un solo bicchiere d’acqua favorisce le performance della nostra mente, migliorandole del 10 per cento.

Il risultato è stato dedotto dopo aver testato su un numeroso gruppo di studenti gli effetti conseguenti al bere una bevanda prima di un esame, eliminando possibili fattori confondenti come la preparazione o l’intelligenza dei ragazzi. Tutti coloro che avevano bevuto non solo acqua, ma anche caffè o altri tipi di bibite, ottenevano durante i test risultati migliori rispetto a coloro che non avevano bevuto nulla.

Secondo gli studiosi, il fenomeno si spiega facilmente: quando le cellule celebrali sono adeguatamente idratate le informazioni riescono ad essere trasmesse in maniera più efficace. Le scariche elettriche, inoltre, possono fluire con maggiore libertà. A differenza delle altre bevande, l’acqua ha inoltre la capacità di aiutare a calmare i nervi, un rimedio comodo e adatto in occasione di esami o test importanti. Ad essere fondamentale, quindi, non è il valore aggiunto delle singole bevande, quanto piuttosto la loro componente liquida.

I risultati dell’indagine sono stati presentati la scorsa settimana nella città londinese alla conferenza annuale della British Psychological Society; a illustrarli, il dottor Chris Pawson, insieme a Mark Gardner. Come spiegato da Pawson, “i risultati dello studio implicano che il semplice atto di portare l’acqua a un esame è stato collegato a un miglioramento degli sudenti”.

Un’altra curiosa indagina era arrivata, qualche tempo fa, da due economisti dell’Università di Harvard. Avendo monitorato il percorso di 2,5 milioni di studenti, nel corso di 20 anni, lo studio sottolineava come un buon maestro o professore avuto durante gli anni di studio scolastici potesse lasciare il segno nelle vite degli allievi in maniera molto più profonda di quanto si pensi.