batterio dell'intestino sconfigge l'obesita

La cura dell’obesità si potrebbe trovare nell’intestino, in particolare in un batterio che rappresenta fino al 5 per cento dei microrganismi presenti nella nostra flora intestinale: l’Akkermansia muciniphila. La ricerca che ha portato a tale scoperta – i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences – è stata condotta dai ricercatori dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, e potrebbe portare a nuovi sviluppi in campo terapeutico per trovare un soluzione definitiva al problema del sovrappeso.

Più precisamente, somministrando questo batterio a dei topi di laboratorio – con un’alimentazione ipercalorica ed eccedente di grassi – si è potuto notare come i piccoli roditori siano arrivati a perdere addirittura la metà del loro peso. Non solo: il microrganismo, oltre a farli dimagrire, è stato in grado di farli guarire dal diabete. Sembrerebbe quindi esistere una certa correlazione tra l’Akkermansia muciniphila che si trova nel nostro intestino e la capacità di assorbire i grassi, cosa che consentirebbe di combattere efficacemente l’obesità.

Questo batterio si trova in misura assai ridotta nell’intestino degli individui obesi. Durante la ricerca belga, tuttavia, si è scoperto che questo deficit può essere colmato somministrandolo, come è stato fatto con i topi da laboratorio. Il batterio sembrerebbe in grado di modificare la capacità di assimilazione del cibo dell’intestino, consentendo così di non dover ricorrere a diete per perdere peso. Se confermato, ciò rappresenterebbe una grande speranza per chi è affetto da obesità.

Non è il primo studio che considera la flora batterica come possibile agente dimagrante. Già in passato, è stato dimostrato che da essa è possibile stabilire se un individuo possa essere incline o meno a ingrassare in maniera patologica. Un’altra ricerca ha dimostrato invece come, iniettando la flora dei topi magri su quelli obesi, questi ultimi dimagrivano. Ora, grazie al team belga coordinato dal ricercatore Patrice Cane, si è risaliti esattamente al batterio che produce l’effetto dimagrante.