Bari, gli studenti chiedono il calendario degli esami

È rivolta a Bari tra gli studenti di Medicina dell’Università di Bari Aldo Moro: “O ci date gli appelli, o ci restituite le tasse“. Ha il sapore dell’ultimatum l’istanza che secondo la stampa locale sarebbe stata consegnata nei giorni scorsi al rettore, Corrado Petrocelli, dall’associazione degli studenti.

A pochi giorni dall’inizio della sessione, l’elenco degli appelli sarebbe infatti ancora incompleto e solo chi si sta preparando per sostenere un esame può immaginare i disagi che ne derivano, sotto il profilo dell’organizzazione dello studio. Senza contare il pericolo di sovrapposizione delle date, allungamento dei tempi e slittamenti vari che, per i laureandi, possono significare anche il rinvio della conclusione del corso di studi.

Ma gli studenti non ci stanno e, non avendo ancora ricevuto il calendario completo della sessione, hanno deciso di chiedere il rimborso delle tasse di iscrizione. Non sapere quando poter sostenere l’esame “È un po’ come pagare il biglietto per il cinema e ritrovarsi in una sala vuota, senza poltrone e senza nemmeno lo schermo” spiega Eliano Cascardi, dell’associazione Studenti per Medicina. Gli aspiranti medici fanno appello a quanto scritto nero su bianco nel regolamento dell’ateneo, stando al quale le date d’esame dovrebbero essere stabilite con 60 giorni di anticipo rispetto allo svolgimento della prova stessa.

E se il preside della Facoltà di Medicina di Bari, Paolo Livrea, replica dicendo che le informazioni sono online sul sito internet, seppur con un ritardo determinato dal nuovo sistema telematico, c’è anche chi ammette alcune mancanze, come il presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, Eugenio Maiorano: secondo le dichiarazioni riportate dalla Gazzetta del Mezzogiorno, l’elenco pubblicato sarebbe completo solo al 75 per cento. Ma alla Facoltà, c’è da dire, spetta solo stabilire le modalità di definizione di appelli e commissioni. Il ritardo dunque sarebbe da attribuire alla mancata collaborazione tra i docenti.

Una giustificazione che non placa gli animi. La richiesta di rimborso delle tasse ha in verità solo fini provocatori, ma esprime il disagio di molti iscritti rispetto a un disservizio non banale.