bari scienze politiche occupata

bari scienze politiche occupata

È iniziata martedì l’occupazione della facoltà di Scienze Politiche all’Università di Bari, dove gli studenti stanno protestando contro i tagli e l’innalzamento delle tasse previsto per il prossimo anno. Una situazione che non si ripeteva dal 2005, hanno scritto i giornali, e che sta evolvendo in questi giorni con l’occupazione di aule e corridoi, e manifestazioni forti di protesta.

Prima fra tutte l’elemosina ai semafori, azione che ha visto coinvolti alcuni studenti dell’ateneo barese in protesta contro l’innalzamento delle tasse previsto per il prossimo anno. Un aumento che andrebbe a superare la soglia del 27 per cento per le fasce di reddito più alte.

Questo, insieme ai tagli ministeriali all’ateneo, previsti per il 2013, è stato definito dagli studenti come “un attacco spietato ai diritti e alla dignità degli studenti, ai tagli all’Università e alla Ricerca, che mettono a rischio la sopravvivenza del nostro stesso ateneo”.

I ragazzi, che si scusano per il disagio dell’occupazione e che stanno comunque garantendo un parziale svolgimento della didattica hanno dichiarato in una nota: “Questa occupazione non è semplicemente un gesto di protesta, ma un’occasione per elaborare un’alternativa valida al ddl Gelmini e agli attuali meccanismi di funzionamento del nostro ateneo. Per questo noi rivendichiamo una didattica di qualità, più servizi per gli studenti e diciamo no alla proposta di aumento delle tasse avanzata in commissione bilancio”.

La mobilitazione guidata dal Coordinamento universitario Link, ha visto poi unirsi agli studenti di Scienze Politiche anche quelli di altre facoltà e gli stessi ricercatori, in questi giorni in stato di mobilitazione e proprio ieri riunitisi nell’assemblea nazionale di Milano. L’azione di protesta continuerà anche domani con un’assemblea in cui proseguirà la discussione tra gli studenti e in occasione della quale sarà completato un documento con delle proposte operative.