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Nei giorni scorsi l’Università di Padova è rimasta vittima di un imbarazzante attacco hacker. Un video piuttosto esplicito – a tratti decisamente hard – è finito sulla homepage istituzionale dell’Unità operativa complessa di Clinica chirurgica I del Dipartimento di Scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche. Una spiacevole ‘sorpresa’ che ha costretto gli amministratori del sito dell’Azienda Ospedaliera di Padova, il locale policlinico universitario, a mettere offline per qualche tempo lo spazio web violato, per effettuare i processi di manutenzione necessari all’eliminazione del video hard.

In seguito all’attacco hacker, gli ignari utenti che hanno digitato l’indirizzo web della Clinica chirurgica I dell’Università di Padova alla ricerca di informazioni relative ad orari di ambulatorio, visite o attività didattica, invece di ciò che stavano cercando, a sorpresa si sono trovati davanti un video dal forte contenuto erotico, che in alcuni punti era tanto esplicito da essere assolutamente hard.

Al momento non sono ancora note le motivazioni di tale gesto e nessun hacker l’ha rivendicato. Intanto, dall’Università di Padova arrivano dichiarazioni volte a minimizzare l’accaduto, riducendo la pubblicazione del video hard all’opera di un ‘buontempone’. “È stata la bravata di qualcuno che voleva scherzare”, ha  commentato il professor Donato Nitti, direttore della Clinica chirurgica I, aggiungendo che, sebbene imbarazzante, l’attacco hacker subito non è preoccupante, in quanto il contenuto del sito violato è “squisitamente informativo, totalmente privo di dati sensibili“.

Tuttavia l’accaduto, come ha sottolineato anche il docente dell’Università di Padova, è comunque un’occasione per riflettere sul tema della sicurezza informatica. Del resto, la vicenda è solo l’ultima di una lunga serie, che – si può esserne certi – continuerà ancora ad arricchirsi di nuovi episodi. Già in passato, infatti, diversi atenei italiani sono stati vittime dell’attacco di hacker e, nei casi più eclatanti, ad essere violate sono state pagine contenenti dati assai più personali, come password, numeri di matricola, indirizzi e-mail e dati anagrafici.