Attacco hacker Harvard University

Sarebbe opera di un gruppo di hacker siriani l’attacco al sito internet dell’Harvard University avvenuto ieri. La home page del sito dell’ateneo statunitense è stata sostituita da una foto del presidente siriano Bashar Al-Assad davanti a una bandiera del suo Paese e la scritta “L’esercito elettronico siriano è stato qui”. La mente va subito alla opposizione statunitense alla repressione che il governo siriano sta mettendo in atto ormai da mesi nei confronti dei cittadini che chiedono più democrazia.

Il messaggio peraltro faceva riferimento al sostegno nei confronti della “guerra alla Siria” minacciando chi si mette contro i 23 milioni di siriani di rischiare di avere a che fare contro “23 milioni bombe ambulanti”. E poi la chiosa inquietante: “Immaginate cosa potremmo fare”.

Un altro messaggio ha accusato gli Usa di sostenere chi vuole uccidere la Siria e rivendicando il gesto illegale di hackeraggio del sito del noto ateneo “per diffondere il nostro messaggio”.

Secondo i vertici dell’ateneo l’attacco dei sedicenti hacker filosiriani sarebbe stato sferrato con meccanismi tecnici molto avanzati. Il sito è stato oscurato volontariamente per alcune ore in modo da poter ripristinare i contenuti originali.

Un portavoce dell’Harvard University ha parlato di un numero crescente di attacchi di questo tipo, peraltro sempre più sofisticati. Per questo l’ateneo annuncia che anche dall’analisi di questo episodio si cercherà di mettere a punto nuove procedure di sicurezza adeguate all’escalation di minacce che si stanno verificando ultimamente.