Proteste studenti

L’Università La Sapienza di Roma ospita domani 30 settembre e sabato 1 ottobre l’assemblea generale della Rete universitaria nazionale (Run), l’organismo di rappresentanza degli studenti universitari vicini al Partito democratico. La due giorni di lavori è un’occasione per mettere a confronto sulle sorti del sistema accademico italiano i diversi attori. Oltre agli studenti provenienti da tutta Italia, dunque, parteciperanno ai dibattiti e a gruppi di lavoro il presidente della Conferenza dei rettori (Crui) Marco Mancini, il presidente del Consiglio universitario nazionale Andrea Lenzi, la Rete29Aprile, rappresentanti di associazioni, sindacati e numerosi esponenti del Pd.

Federico Nastasi, coordinatore nazionale della Run, spiega che l’appuntamento arriva in una fase molto delicata per l’università italiana e per questo ad aver voce saranno soprattutto i giovani, che devono organizzare la loro mobilitazione in vista di una stagione in cui si acuiranno gli effetti della crisi finanziaria e democratica del Paese.

L’appuntamento arriva infatti, proprio negli stessi giorni in cui atenei importanti come quello di Bologna annunciano di non avere neanche i fondi per pagare gli stipendi e la stessa Crui invoca l’intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fare in modo che il governo reintegri il Fondo di finanziamento ordinario e scongiuri la debacle del sistema.

Nonostante le difficoltà, spiega Nastasi, continuiamo a “credere che l’università sia una delle chiavi di volta per uscire dal tunnel nel quale sono rinchiusi la nostra generazione e il nostro paese”. L’autunno caldo delle università italiane, dunque, è solo all’inizio. Ieri una serie di flash mob degli studenti dell’Udu e di Link coordinamento universitario in diverse città ha informato l’opinione sul taglio del 94 per cento in tre anni del fondo per le borse di studio, che secondo la denuncia delle due sigle studentesche il prossimo anno sarà di soli 13 milioni di euro contro i 246 del 2009. E già quest’anno, aggiungono Udu e Link, “soltanto la metà degli aventi diritto percepirà realmente la borsa di studio che gli spetterebbe”.

Il 7 ottobre è confermata la manifestazione studentesca in varie città d’Italia che ha come slogan “Ora i conti li fate con noi”, per sottolineare come le scelte che riguardano giovani e istruzione non debbano essere fatte soltanto ascoltando le ragioni della “cassa”, vale a dire dei tagli praticati dal ministero dell’Economia. Sabato 8 ottobre è prevista invece una manifestazione dei lavoratori pubblici e della conoscenza promossa dalla Cgil, dal 10 i ricercatori della Rete29Aprile torneranno a fare lezione in piazza e il 15 sarà la volta di una mobilitazione a carattere internazionale che in Italia invaderà le strade al grido di “Indignarsi non basta”.