ascoltato eco big bang

Nel mondo della Fisica si vociferava da giorni che da Harvard (Boston, USA) sarebbe arrivata una scoperta rivoluzionaria e la conferenza stampa di ieri a mezzogiorno (ore 16 italiane) degli scienziati del team di ricerca BICEP2 non ha deluso le aspettative. I ricercatori hanno, infatti, annunciato, che sono state raccolte le prove dell’espansione dell’universo a pochi secondi dal Big Bang, la cosiddetta inflazione cosmica, prevista teoricamente dal modello cosmologico di Alan Guth. Gli astrofisici hanno registrato l’eco del Big Bang grazie a un telescopio a microonde installato al Polo Sud.

“Abbiamo raccolto le prove che l’universo, 14 miliardi di anni fa, dopo il Big Bang, ha subito una repentina dilatazione, della durata di una piccolissima frazione di secondo. Per la prima volta, abbiamo registrato il segnale dell’inflazione cosmica”, hanno dichiarato John Kovac e Chao-Lin Kuo, i due astrofisici a capo del vasto team di ricercatori USA. “L’avere raccolto questo segnale rappresenta uno dei risultati più importanti della cosmologia odierna”.

Perché l’inflazione cosmica era finora soltanto un’ipotesi, elaborata a inizio anni ’80 dall’astrofisico Alan Guth (e contemporaneamente, in Russia, da Alexei Starobinski) per spiegare la struttura dell’universo attuale, uno spazio infinito in cui tutta la materia obbedisce alle stesse leggi. Ma da ieri l’ipotesi è divenuta una teoria verificata, grazie all’osservazione della radiazione cosmica di fondo – il famoso ‘eco del Big Bang’, la cui scoperta valse agli scienziati americani Arno Penzias e Robert Wilson il premio Nobel per la Fisica nel 1978 – da parte degli scienziati di BICEP2.

Al momento dell’emissione della radiazione cosmica di fondo, 300mila anni dopo il Big Bang, ci fu un disaccoppiamento tra materia e luce. E proprio la luce emessa è stata catturata, oltre 13 miliardi di anni dopo, dal telescopio a infrarossi BICEP2, posizionato nel Polo Sud. Il risultato è arrivato dopo che gli scienziati hanno studiato anni di dati raccolti alla ricerca di anisotropie – regioni di disomogeneità a livello di densità – e onde gravitazionali primordiali, previste dalla teoria della relatività generale di Einstein già nel 1916 per spiegare l’origine delle strutture dell’universo dopo il grande scoppio.

Benché le anisotropie fossero già state osservate in passato da altri gruppi di ricercatori, è la prima volta che la scienza riesce a individuare una polarizzazione nella radiazione di fondo, conferma indiretta dell’esistenza delle onde gravitazionali. Che a loro volta sono studiate da team di tutto il mondo, e che – dopo essere riusciti a cogliere l’eco del Big Bang – si spera possano essere osservate direttamente entro la fine del decennio.