Test di ammissione

Al via la stagione dei test di ammissione all’università, che con il nuovo decreto del Governo sono aumentati. Se prima infatti solo alcune facoltà a numero chiuso prevedevano un test di entrata per la selezione degli studenti, ora il gioco si fa più duro.

Quest’anno infatti i test di ingresso all’università, non riguarderanno esclusivamente le facoltà a numero chiuso ma anche tutte le altre.

In pratica i test di ingresso nelle facoltà non a numero chiuso non saranno però selettivi ma solo valutativi. Ovvero qualora lo studente non riuscisse a superare il test, partirà con un debito formativo da saldare entro il primo anno accademico. Oppure in alcune facoltà è prevista la ripetizione del test.

Dunque mai come quest’anno l’avvio del nuovo anno accademico prevede un difficile scoglio da superare come quello del test di ingresso.

Nelle classiche facoltà a numero chiuso è d’obbligo il superamento del test. Il numero programmato è infatti adottato da medicina e chirurgia, veterinaria, odontoiatria, scienze della formazione primaria e ar­chitettura. Il test è composto, per le pro­ve stabilite a livello nazionale (con date prefissate), da 80 domande a risposta multipla, per 2 ore di tempo. Dalla logica alla matematica, ma anche storia, chimica, letteratura, e immancabile cultura generale.

Intanto si sta pensando ad un cambiamento nella procedura dei test, anche perchè i test attuali valutano le nozioni, e poco le capacità di ragionamento. Il Ministro dell’Istruzione Gelmini aveva infatti dichiarato che “si sta lavorando per un cambiamento, ma la procedura è com­plessa e per quest’anno non c’erano i tempi”.