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Anche la Bocconi si apre ai MOOC, i corsi universitari online accessibili gratuitamente da chiunque. Tre gli insegnamenti, tutti in inglese, che l’ateneo metterà a disposizione sul web a partire da Marzo 2014. È grazie a un accordo che la Bocconi ha stipulato con la piattaforma Coursera – la stessa cui aveva aderito lo scorso Febbraio La Sapienza di Roma – che l’università ha intrapreso la strada della didattica gratuita a distanza.

Il laboratorio Beta dell’ateneo, il Bocconi Education and Teaching Alliance, dedicato all’innovazione didattica, è già al lavoro per creare storyboard e struttura dei corsi online. “Il MOOC deve avere un suo equilibrio, non essere la semplice ripresa di una lezione, ma bisogna evitare anche gli eccessi di spettacolarizzazione, che finiscono per distrarre dall’apprendimento”, spiega il direttore Luigi Proserpio.

I tre corsi in fase di sviluppo sono: International Organizational Behavior and Leadership, mirato a far apprende i concetti di base del management; Managing Fashion and Luxury Companies, MOOC tematico centrato su un’industria tipicamente italiana come quella del lusso e della moda; e infine un corso specialistico finalizzato all’acquisizione di competenze tecniche avanzate.

Quella dei corsi via web, in casa Bocconi, è vissuta come una vera e propria sperimentazione, aggiunge Proserpio: “Nessuno, oggi, può dire se i MOOC diventeranno una modalità alternativa di erogare cicli di formazione o finiranno per essere integrati nei programmi delle università. O, ancora, faranno da strumento di marketing esperienziale, in grado di far provare ai potenziali studenti l’emozione dell’università”.

I tre MOOC saranno a disposizione di tutti, con accesso libero online, ma l’Università Bocconi li intende anche come mezzi utili per garantire un valore aggiunto ai corsi tradizionali. Infatti, se si riveleranno in grado di trasmettere le nozioni di base, spiega ancora Proserpio, in aula potrà esserci “più spazio per le attività a maggiore valore aggiunto: la discussione, l’interattività, i lavori di gruppo, le simulazioni”. Insomma, più spazio per lo sviluppo del pensiero critico e delle abilità di problem solving, due skills importanti che lo studio universitario vuole garantire.