due arresti per lo studente picchiato alla statale di milano

Uno studente picchiato da coetanei all’Università Statale di Milano. Un fatto di mesi fa, ma solo ora reso noto dal Comando provinciale dei carabinieri del capoluogo lombardo, che ha arrestato due ragazzi ritenuti colpevoli dell’accaduto e che sta indagando su altri, una ventina in tutto. Secondo quanto raccontato dalla vittima, iscritta all’Accademia di Brera, il pestaggio sarebbe avvenuto per motivi politici: il malcapitato, infatti, sarebbe stato percosso per aver disegnato su alcuni manifesti ritraenti prigionieri politici comunisti.

I fatti risalirebbero alla notte del 14 Febbraio 2013 e si inserirebbero nel contesto dell’occupazione dei locali delle due storiche librerie della Statale di Milano, l’ex-Cuem e l’ex-Cuesp, della scorsa primavera. Pare, infatti, che i giovani arrestati siano vicini ai gruppi che si sono resi protagonisti dell’occupazione, culminata poi in una serie di sgomberi. Lo studente sarebbe stato picchiato sia all’interno del cortile della Statale sia all’esterno dell’ateneo, dove poi sarebbe stato abbandonato in una pozza di sangue, in quanto gli autori della violenza l’avrebbero creduto morto.

A quel punto, alcuni testimoni dei fatti si sono rivolti ai carabinieri, ma quando le Forze dell’ordine sono intervenute sul posto lo studente vittima del pestaggio si era già allontanato insieme a un amico che l’avrebbe aiutato a rincasare. In un primo momento, il giovane non ha denunciato l’aggressione e non si è recato in ospedale. Una decina di giorni dopo, però, costretto dalle circostanze, si è rivolto al pronto soccorso dell’Ospedale San Paolo di Milano, dove i medici hanno riscontrato la presenza di una frattura cranica per la cui riduzione è stato necessario un delicato intervento di chirurgia maxillo-facciale.

A quel punto è partita la denuncia e sono iniziate le indagini, che hanno portato ai due arresti di ieri. Lo studente picchiato alla Statale di Milano si era detto incapace di identificare i propri aggressori a causa dello stato confusionale in cui si trovava e, per risalire alla loro identità, i carabinieri si sono serviti di una serie di testimonianze. I reati contestati ai due sono lesioni personali gravissime e violenza privata aggravata.

Ora si attende di conoscere la versione dei fatti dei due arrestati e si spera che il procedere delle indagini riesca a fare maggiore chiarezza sull’accaduto. C’è infatti chi non sembra convinto che sia tutto qui. E il gruppo antagonista dell’ex-Cuem ha già diffuso un comunicato in cui parla di “trappola mediatica” e “montatura giudiziaria”, ed esprime la massima solidarietà ai due arrestati e agli altri indagati.