Apple, l'archivio segreto a Stanford

Tutti i segreti della storia della Apple, dalle origini al 1997, sono raccolti in un luogo alla periferia di San Francisco. Ma non è dato sapere dove si trovi questo archivio riservato: si tratta di una enorme raccolta di progetti, manuali, trascrizioni dei discorsi di Jobs ma anche registrazioni audio e video donata dall’azienda di Cupertino all’Università di Standford, che ora ne custodisce gelosamente la storia.

A mettere piede nell’archivio, che farebbe gola a tantissimi storici, imprenditori ma soprattutto ai tantissimi fan della “mela” orfani di Steve Jobs, è stato un giornalista di Ap Press, al quale l’Università di Stanford ha consentito l’ingresso a patto di mantenere il riserbo sulla collocazione dell’archivio che contiene i segreti della Silicon Valley.

Un magazzino con oltre 180 metri di scaffali conterrebbe i materiali che sarebbero stati consegnati all’ateneo californiano nel 1997, anno del rientro in azienda di Steve Jobs per riportare la “nave Apple”, prossima al fallimento, in acque più sicure. I documenti erano stati raccolti negli anni con l’idea di dare vita ad un vero e proprio museo interno, contenente progetti, relazioni, foto, manuali utenti, pubblicità, spillette, appunti e video ad uso interno. E spunta addirittura  la registrazione audio in cui Steve Wozniak e Steve Jobs raccontano come venne scelto il nome Apple. Vere e proprie reliquie per i tantissimi fan di Mac e iPhone.

Ma cosa farà di questo tesoro l’Università di Stanford, già assurta a fama mondiale grazie al celebre “siate affamati, siate folli”, rivolto dal compianto Steve Jobs agli studenti dell’ateneo californiano? “Quello che speriamo che accada grazie a questi materiali – ha spiegato ad AP Press il responsabile dell’archivio – è che la gente possa trarre delle lezioni dal passato“. E capire come è nata la Silicon Valley. Ma allora perché, si chiedono in molti, tenere segreta la location in cui si trova questo archivio? Qui sotto, intanto, potete vedere il servizio di Ap, in inglese, con alcuni materiali documentari e immagine dell’archivio custodito da Stanford.