ANVUR polemica riviste scientifiche

Polemiche per l’elenco delle riviste scientifiche per i settori non bibliometrici pubblicato dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR): accanto a titoli prestigiosi e internazionalmente riconosciuti, infatti, compaiono inspiegabilmente nomi di riviste e periodici del tutto estranei all’ambito scientifico.

Secondo le norme della stessa ANVUR, una rivista è considerata scientifica se il comitato editoriale ha una composizione prevalentemente accademica o il direttore della rivista ha affiliazione accademica, se esiste un comitato scientifico che la guidi, se la sua natura è programmaticamente scientifica e se prevede tra i propri scopi la pubblicazione di risultati originali. In linea di massima sono comunque esclusi quotidiani e settimanali, periodici di attualità, politica e costume, organi di stampa di categoria o aziendali, bollettini e pubblicazioni di tipo esclusivamente professionale.

Eppure, nell’elenco stilato dall’ANVUR compaiono titoli come “Airone”, “Evangelizzare”, “Yacht Capital”, “Etruria Oggi” e “Suinicoltura”. Come è possibile? Dare una risposta non è facile. I periodici della lista vengono segnalati da docenti già in ruolo e costituiscono fonti valide per calcolare i punteggi che concorrono all’abilitazione per la docenza universitaria; tuttavia, l’ANVUR ha il mandato di controllare l’elenco delle riviste in modo tale da renderlo affidabile. Cosa che, purtroppo, l’Agenzia per la Valutazione ha già fatto.

Uno degli esperti dell’ANVUR ha infatti segnalato che l’attuale lista delle riviste per i settori non bibliometrici deriva sì dai titoli immessi per anni da professori e ricercatori, ma è stata già ampiamente epurata dall’ANVUR stessa, con un taglio di quasi il 50 per cento dei nomi originariamente presenti. Una dichiarazione sconcertante, se si considera che questi dati hanno costituito elemento di valutazione non solo per la partecipazione ai concorsi accademici, ma anche per l’assegnazione di fondi ai dipartimenti universitari.

La polemica si innesta sulle molte che già coinvolgono l’ANVUR, prevista dalla legge Gelmini e non ancora completamente costituita a distanza di tempo dalla sua creazione (lo stesso ministro Profumo ha chiesto infatti con un decreto che fossero accelerati i tempi necessari per renderla operativa). I membri dell’Agenzia di Valutazione lavorano a ritmi serrati, ma  pare che la riorganizzazione del sistema universitario sia un’impresa titanica: non ci resta dunque che sperare che il risultato finale valga tutti gli sforzi.