secondo anie laureati lavoreranno nell'elettronica

La crisi morde, ma c’è un settore che reagisce e che genererà 4mila nuovi posti di lavoro nel 2013: è l’elettronica. A dirlo è la Federazione nazionale delle imprese elettroniche ed elettrotecniche (ANIE), secondo la quale metà dei nuovi occupati saranno laureati e l’altra metà giovani in possesso di diplomi tecnici. La stima dell’ANIE si basa su un’indagine svolta tra le aziende associate, alle quali è stato chiesto di specificare il livello di specializzazione richiesta alla forza lavoro.

Dai dati dell’ANIE emerge che i laureati rappresentano tra il 20 e il 25 per cento del totale del personale delle imprese che operano nel campo dell’elettronica e che, perfino in un periodo nero per il lavoro come quello attuale, il settore continua ad aver bisogno di dottori, tanto che per il 2013 i neoassunti dovrebbero essere intorno ai 2mila. A farla da padrone, come è ovvio, sono gli ingegneri, che alla fine dell’anno rappresenteranno circa il 70 per cento dei nuovi ingressi (più o meno 1.500 unità).

I più richiesti dalle imprese associate all’ANIE saranno i laureati in Ingegneria elettronica, che copriranno il 23,72 per cento dei nuovi posti, seguiti dai colleghi specializzati in Ingegneria elettrica (22,93 per cento) e meccanica (17,87 per cento). Anche gli ingegneri di altro tipo avranno opportunità: a loro andrà infatti il restante 5,6 per cento dei posti di lavoro da coprire. Stando ai dati dell’ANIE, i laureati in Ingegneria elettronica, oltre che i più richiesti, sono anche i più difficili da reperire, mentre gli ingegneri elettrici sono quelli che si trovano più facilmente. Nel 62 per cento dei casi le aziende richiedono la laurea magistrale, ma le porte del mondo del lavoro quest’anno si apriranno anche per circa 600 laureati triennali. In circa il 40 per cento dei casi le assunzioni prevedono contratti di lavoro a tempo determinato.

Fin qui le luci, ma nell’indagine dell’ANIE ci sono anche delle ombre. Secondo il campione, infatti, il tallone d’Achille dei neolaureati italiani è la preparazione: non tanto quella tecnico-scientifica, quanto quella relativa al funzionamento dell’azienda. Per il 68 per cento delle imprese considerate, ai giovani dottori mancano un’adeguata conoscenza del mondo del lavoro, la capacità di adattarsi alle esigenze aziendali, le abilità relazionali, l’orientamento al risultato e la flessibilità. Il 21 per cento del campione ha anche segnalato la scarsa conoscenza delle lingue straniere da parte dei nuovi assunti.

Per superare questi limiti, le aziende aderenti all’ANIE collaborano da tempo con gli atenei, accogliendo stagisti e offrendo ospitalità e assistenza per la realizzazione di tesi di laurea, oltre a partecipare a varie iniziative per l’orientamento in uscita, come i career day.