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L’Università di Oxford sarà costretta a rivedere alcuni dei criteri stabiliti per l’ammissione, che attualmente discriminano gli studenti più poveri. Tutto è iniziato con la causa intentata da parte di un giovane contro uno dei college della prestigiosa università britannica, reo di selezionare i propri studenti non solo in base al merito, ma anche secondo il loro reddito.

Oltre ai brillanti risultati scolastici, infatti, uno dei requisiti fondamentali per essere ammessi a Oxford è anche la capacità di far fronte alle spese – che ammontano a decine di migliaia di sterline – da affrontare per pagare l’iscrizione ai corsi e i costi di vitto e alloggio. Ovviamente questo tipo di requisito penalizza gli studenti provenienti da contesti familiari meno agiati, precludendo loro di fatto la possibilità di iscriversi al famoso ateneo. Adesso si spera che la revisione porti a una maggiore apertura, che consenta anche ai giovani più poveri di formarsi in una delle università più importanti del mondo.

A dare la spinta decisiva per il cambiamento è stata senza dubbio la causa intentata dal giovane Damien Shannon contro il St Hugh college, accusato di discriminare gli studenti poveri attraverso la richiesta di provare il possesso di una disponibilità economica tale da riuscire a coprire le 12.900 sterline annue necessarie per il pagamento della retta e le altre spese per l’iscrizione ai corsi. A penalizzare ancora di più gli studenti poveri è la clausola che specifica l’impossibilità di mettere in conto guadagni futuri, come quelli derivanti da lavori da svolgere durante gli anni universitari.

Ma forse sulla decisione dell’Università di Oxford ha pesato anche la sensibile diminuzione del numero dei giovani britannici che decidono di proseguire gli studi dopo il primo ciclo universitario (denominato bachelor’s degree), che nel 2011-2012 ha fatto segnare un -8 per cento rispetto all’anno accademico precedente, fenomeno sul quale ha certamente influito anche l’aumento dei costi dei corsi universitari.

Durante il dibattimento il St Hugh college si è difeso asserendo che l’intento non è mai stato quello di discriminare gli studenti più poveri, bensì di garantire che gli iscritti potessero completare gli studi senza andare incontro a gravi difficoltà finanziarie. Il processo si è concluso con un accordo tra le parti, che ha fatto sì che al ventiseienne Shannon fosse offerto un posto per il Master of Science in Economic and Social History, per il quale aveva originariamente inoltrato domanda di ammissione nel Marzo dello scorso anno. E l’Università di Oxford, per evitare altre cause del genere, ha dovuto anche predisporre una revisione dei regolamenti per l’ammissione che lo stesso ateneo ha annunciato si concluderà entro il prossimo Settembre. La speranza di molti nel Regno Unito è che adesso i giovani più brillanti possano formarsi nelle migliori università a prescindere dal fatto che provengano da famiglie ricche o povere.