bologna borse di studio dottorati

bologna borse di studio dottorati

Meno dottorati per garantire il livello minimo di borse di studio. Succede all’Università di Bologna dove potrebbero ridursi a una cinquantina i 76 dottorati attualmente attivi.

A renderlo noto è proprio l’ateneo, che spiega la previsione come una mossa necessaria per garantire un minimo di 240 borse di studio per il prossimo anno accademico. Gli effetti dei tagli ministeriali ai fondi degli atenei, insomma, non tardano ad arrivare, e quello di Bologna non è certo un caso isolato. Così, a rimetterci è l’offerta formativa che inevitabilmente si riduce.

“Non potendo aumentare le borse – spiega l’Università di Bologna – che anzi rischiano di diminuire a causa della stretta sui finanziamenti statali, si riduce giocoforza anche il numero dei dottorati”. Un contenimento che riguarderà anche i concorsi: non più di uno per ciascun dottorato, spiega l’ateneo.

In compenso, rassicura l’ateneo bolognese, miglioreranno organizzazione e chiarezza delle informazioni on-line e i dottorati inizieranno prima. Non più a gennaio ma a ottobre, per essere più competitivi ed efficienti. “Una mossa – spiega il prorettore Dario Braga – per intercettare i laureati migliori, che non stanno ad aspettare i nostri corsi a gennaio”.

Le borse per i dottorati di ricerca, vale a dire i 1000 euro mensili che ricevono gli studenti del dottorato, sono però particolarmente importanti. A riconoscerlo è lo stesso ateneo che ricorda: “le norme impongono che ne beneficino almeno la metà dei dottorandi: tagliare le borse significherebbe ridurre proporzionalmente il numero degli studenti dei corsi di dottorato”.

Soprattutto per questo motivo, rassicura l’ateneo, l’Alma Mater farà di tutto per garantire almeno le 240 borse di studio dell’anno precedente, a costo di dare il via a una specie di “caccia alle fonti alternative di finanziamento” (Ue, fondazioni, aziende, enti pubblici). Ma non sarà così facile.