Alghe aliene in un meteorite caduto in Sri Lanka

Forse ci siamo: per la prima volta la scoperta di una forma di vita aliena è stata data per certa. Niente omini verdi, però, l’extraterrestre in questione è una semplice alga. Si tratta in particolare di una diatomea, che è stata rinvenuta su di un meteorite caduto nello Sri Lanka. La scoperta è stata illustrata dettagliatamente sul Journal of Cosmology da N.C. Wickramasinghe della University of Buckingham, J. Wallis della Cardiff University e D.H. Wallis del Medical Research Insitute di Colombo (Sri Lanka).

I tre ricercatori avrebbero trovato delle alghe unicellulari aliene fossilizzate in una condrite carbonacea – ossia un meteorite con una composizione simile a quella dei corpi celesti che diedero origine al sistema solare – caduta vicino al villaggio di Araganwila, nello Sri Lanka, lo scorso 29 Dicembre. Il meteorite, assicurano i tre, è stato visto cadere dal cielo e immediatamente raccolto, dunque non è stato contaminato da rocce terrestri. I fossili di diatomee, inoltre, sono ben incastonati nella matrice del meteorite. Le alghe aliene somiglierebbero tuttavia a una specie terrestre, la Sellaphora blackfordensis.

Il meteorite che ha portato con sé le alghe aliene potrebbe essere arrivato da un frammento della cometa Encke e, dalle prime analisi, conterrebbe elementi non provenienti dal sistema solare. In particolare, gli scienziati avrebbero rinvenuto cellule simili a quelle trovate nel 2001 in quelle che vennero chiamate “piogge rosse”, un fenomeno mai pienamente spiegato che in India causò per 124 volte la caduta dal cielo di acqua color vermiglio.

Si è sempre ipotizzato che forme di vite provenienti da un altro pianeta possano essere cadute sulla Terra, ma questa è la prima volta che gli scienziati pare ne abbiano le prove. Gli studi sul meteorite caduto nello Sri Lanka sono ancora agli inizi, ma se confermeranno la provenienza aliena delle alghe si potrà sicuramente parlare di una scoperta storica. Qualora la tesi dei ricercatori venisse avvalorata, una sua diretta conseguenza sarebbe, ad esempio, la prova della presenza di acqua al di fuori della superficie terrestre poiché queste alghe unicellulari vivono unicamente in acqua o in ambienti molto umidi.