concorso E-BOOK 2014 dell'Aie

“Fuori lo slogan! Spiega perché il TUO futuro sta nei libri che leggi. E vinci 2mila euro per pagarti la retta universitaria”. Con queste parole, anche quest’anno, l’Associazione italiana editori (Aie) chiede agli studenti di esprimere in 50 caratteri in che modo i libri rappresentino strumenti fondamentali per affrontare la vita. La quarta edizione del concorso “È-BOOK” ha preso il via lo scorso 23 Aprile e ci sarà tempo per partecipare fino al prossimo 23 Maggio.

Il concorso È-BOOK 2014 è rivolto agli studenti universitari dei vari livelli (triennali, magistrali, master, ecc.), fino ai 30 anni compiuti. Per partecipare occorre compilare il questionario che è possibile trovare sul sito dell’Aie, dopodiché si può scatenare la propria fantasia e inventare lo slogan che meglio rappresenta perché i libri siano così importanti per costruirsi quegli strumenti culturali che ci accompagnano poi per tutta la vita, ben oltre gli anni universitari. A tal proposito, ai concorrenti viene chiesto di partire dallo slogan vincitore della scorsa edizione, “Il futuro è nei libri che leggi” di Matteo Zocchi.

La frase che si presenterà alla quarta edizione del concorso È-BOOK 2014, oltre che in italiano, potrà essere anche in inglese, francese, tedesco o spagnolo. Sarà una giuria composta da editori a selezionare gli slogan più originali e creativi. I premi in palio sono cinque e consistono in duemila euro ciascuno, per coprire il costo delle rette universitarie, oppure in un bonus da spendere in libri o e-book dello stesso valore. I buoni saranno personali e spendibili in qualsiasi libreria italiana, incluse quelle on line. Per sapere chi vincerà occorrerà attendere il prossimo 16 Giugno, quando i nomi dei vincitori saranno pubblicati anche sul sito dell’Aie.

Il concorso È-BOOK 2014 è patrocinato dalla Conferenza dei rettori (Crui), dal Consiglio universitario nazionale (Cun), dall’Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) e vede anche il supporto dell’Associazione italiana dei comunicatori d’università (Aicun). “Con questo gioco, che è ben più serio di quanto ci si immagini, ripartiamo – spiega Mirka Daniela Giacoletto Papas, presidente del gruppo accademico professionale di Aie - dalla consapevolezza degli studenti su cosa (e perché) basare il futuro”.