agevolazioni economiche matricole 2013

Complice la crisi, le matricole nelle università italiane sono in calo. Per scongiurare la fuga degli studenti, gli atenei corrono ai ripari con una serie di agevolazioni economiche per il 2013-2014. Da Milano a Roma, da Bologna a Venezia, da Camerino a Foggia, in quasi tutte le università per gli studenti meritevoli e/o provenienti da nuclei familiari con redditi ridotti sono previsti sconti, esoneri dalle tasse e incentivi.

Se col decreto “del fare” il governo ha stanziato 30mila borse di studio da 5mila euro che, tramite le Regioni, saranno destinate agli studenti più meritevoli, alcuni atenei anticipano i tempi ricorrendo ai propri fondi: così farà l’Università Ca’ Foscari di Venezia, per attivare da subito i benefit per i propri iscritti. La Statale di Milano, invece, punta a ridurre progressivamente i contributi per tutti gli studenti con ISEE fino a 40mila euro.

A Bologna le nuove agevolazioni economiche per le matricole riguardano la rimodulazione delle fasce di reddito, che prevedono ora soglie più alte. Ciò comporterà un risparmio variabile dal 10 per cento – per gli iscritti con redditi tra i 37 e i 42mila euro – al 50 per cento, per la fascia 19-24mila euro. Per i redditi sotto ai 19mila euro annui scatterà l’esonero dalle tasse, così come per gli studenti con invalidità pari o superiore al 66 per cento, i figli dei beneficiari della pensione di invalidità e gli eventuali vincitori di borse di studio erogate dal governo.

Nella Capitale, ateneo che vai, agevolazione economica che trovi. Alla Sapienza niente prima rata per le matricole che si siano diplomate col massimo dei voti e “sconto famiglia” del 30 per cento per chi abbia fratelli o sorelle già iscritti. A Roma Tre niente tasse per il biennio di laurea magistrale per chi si laurea con lode alla triennale.

Ma è Camerino l’ateneo che da molti è stato additato come esempio virtuoso. L’università marchigiana ha infatti adottato una policy anti-crisi che potrebbe fare scuola: tasse azzerate per le matricole con uno o due genitori disoccupati, in mobilità o in cassa integrazione. Delle spese si fa carico l’ateneo, ma ben vengano anche le donazioni dei privati, come ha spiegato il rettore Flavio Corradini. E l’Università di Foggia ha seguito la scia ed esteso l’esenzione totale anche agli anni successivi al primo.