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Dopo iCub, il baby robot dell’Università di Ferrara, arrivano i robot “ricercatori” nel campo della biologia e dei sistemi dinamici, che nell’immediato futuro potrebbero davvero “dare una mano” ai ricercatori in carne ed ossa.

Il robot Adam è infatti riuscito a compiere una scoperta di gnomica, mentre un suo “collega” robotico ha individuato, in tutta autonomia, alcune leggi del moto.

Il Professor Ross King, responsabile del gruppo di ricerca che ha realizzato il robot Adam in collaborazione con l’Aberystwyth University e l’Università di Cambridge, dichiara : “dato che gli organismi biologici sono molto complessi, è importante che i particolari degli esperimenti siano rilevati e studiati nel miglior dettaglio possibile: una cosa difficile e noiosa per l’uomo, ma semplice per il robot scienziato“.

Dei robot che “fanno ricerca” si è occupata anche la prestigiosa rivista Science in due importanti articoli: “fisici come Newton e Keplero avrebbero potuto usare un computer per far girare questo algoritmo per ottenere le leggi che spiegano la caduta di una mela o il moto dei pianeti in poche ore di calcolo” – spiega il saggio di Hop Lipson “ma un essere umano è comunque necessario per scegliere i mattoni costitutivi e il quadro di riferimento opportuni, come pure per esprimere a parole e dare un’interpretazione delle leggi trovate dal computer”.