protesta mondo scuola 13 novembre 2015

L’ennesima settimana di proteste nel mondo della scuola e dell’università culminerà domani, 24 Novembre, con lo sciopero degli insegnanti e la mobilitazioni degli studenti. Sono previsti nuovi cortei e manifestazioni in tutta Italia per dire ancora una volta no ai tagli all’istruzione e reclamare un futuro che, tra disoccupazione e precarietà, appare ai giovani sempre più incerto e irto di ostacoli.

A differenza di quanto programmato in precedenza, lo sciopero degli insegnanti riguarderà però solo la CGIL e i Cobas, le uniche sigle sindacali a confermare la protesta dopo l’incontro di ieri con il Governo. La mobilitazione, dunque, dovrebbe registrare un minor numero di presenze, ma resta la preoccupazione che possano ripetersi le scene di violenza viste durante la manifestazione dello scorso 14 Novembre. Alla luce di quanto accaduto allora e delle polemiche relative al presunto lancio di lacrimogeni dalla sede del Ministero della Giustizia, gli studenti hanno inscenato ieri un curioso sit-in davanti al palazzo di via Arenula per presentare il programma della giornata di domani.

Gli studenti romani si sono dati appuntamento sotto la sede ministeriale, dove hanno esposto uno striscione che recitava “Piove. Governo tecnico – liberi tutti” e hanno simbolicamente aperto gli ombrelli come difesa da eventuali oggetti lanciati dalle finestre del palazzo. Per domani, a sostegno dello sciopero degli insegnanti, è stato annunciato un corteo di protesta per le vie della Capitale che tenterà di raggiungere i “luoghi del potere”, cercando di spingersi addirittura fino a Montecitorio, nonostante le restrizioni previste per motivi di ordine pubblico.

Sempre in seguito alle tensioni di queste ultime settimane, per evitare disordini l’Università “La Sapienza” ha addirittura annullato l’inaugurazione dell’anno accademico prevista per oggi. I sindacati delle forze di polizia, intanto, hanno annunciato che domani gli agenti prenderanno in blocco una giornata di ferie per protesta, così da non poter essere coinvolti in scontri analoghi a quelli della scorsa settimana, che hanno attirato molte critiche sui tutori dell’ordine.