g8 torino arresti

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La Digos di Torino, in coordinamento con la Direzione centrale della polizia di prevenzione, ha eseguito ieri 21 arresti per gli incidenti che avvennero lo scorso 18 maggio nel capoluogo piemontese in occasione del G8 university summit.

In particolare, 12 persone sono state arrestate a Torino, mentre le altre a Padova, Bologna e Napoli. Nelle scorse settimane erano già state arrestate due persone. Domenico Sisi, parente del sindacalista Vincenzo Sisi processato a Milano con l’accusa di far parte di un’organizzazione terroristica, e Alessandro Arrigoni, dipendente della prefettura di Milano. Entrambi avevano poi avuto l’obbligo di dimora.

Tra gli arrestati il leader del centro sociale Pedro Max Gallob e un esponente dell’ala universitaria della disobbedienza padovana, attualmente in Iran, suo paese di origine.

L’Onda protesta in tutta Italia: non essendo d’accordo con la ricostruzione dei fatti effettuata dalla magistratura. Ieri centinaia di studenti hanno occupato per protesta gli uffici dei rettori della Sapienza a Roma, della Ca’ Foscari a Venezia, dell’università di Bologna, Milano, Napoli, Pisa e Genova.

Per il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli gli scontri nel corso del G8 University Summit sono stati “organizzati in modo paramilitare”, per il procuratore gli scontri che si sono verificati il 19 maggio scorso “sono stati premeditati, preparati da tempo.

A fronte di un corteo di circa tremila manifestanti dissenzienti che sono rimasti al di fuori di qualsiasi iniziativa che potesse avere rilevanza penale – ha spiegato Caselli – circa 300 persone hanno messo in atto comportamenti di violenza indiscutibile.

La nostra non è stata un’indagine contro questo o quel gruppo, contro questa opinione o quell’altra, è stata un’indagine contro reati commessi da soggetti singoli, autori di violenza”.