Il centocinquantesimo negli atenei

Il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia spopola nelle aule accademiche. Mentre politici, imprenditori e associazioni di categoria si azzuffano per decidere se il il giorno di festa nazionale per il 17 marzo s’ha o non s’ha da fare le università colgono l’occasione per dibattere e raccontare agli studenti un periodo purtroppo poco conosciuto.

L’Unità d’Italia è infatti arrivata negli atenei, con lezioni, seminari e proiezioni che vanno dalla storia alla letteratura fino al cinema e all’attualità politica. Negli atenei capitolini sono stati organizzati decine e decine di corsi e lezioni sull’argomento. La Sapienza ha dedicato all’evento ben venti corsi, più una dozzina fra Tor Vergata e Roma Tre. Non mancano i temi “classici” (la letteratura del Risorgimento, il ruolo dei romanzi di Foscolo e Ippolito Nievo, il tema dell’esilio), quelli meno “scontati” (il patriottismo nella storia dell’istruzione pubblica), senza trascurare le sperimentazioni e le contaminazioni.

“Un’occasione per mostrare che ci sono tanti modi per affrontare questa ricorrenza, in maniera non prevedibile né retorica”, ha affermato in un’intervista concessa all’agenzia di stampa il Velino Beatrice Alfonzetti, docente della Sapienza, responsabile per l’ateneo più grande d’Italia proprio per la ricerca sui temi dell’Unità.

All’Università di Padova, il regista teatrale e cinematografico, direttore artistico dello Stabile di Torino, Mario Martone, ha inaugurato l’anno accademico con una prolusione dal titolo “Unità d’Italia: una battaglia non ancora finita”. Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche, nel suo intervento all’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Università di Macerata, ha dedicato molto spazio al centocinquantesimo dell’Italia unita: ”Nelle Marche – ha detto – c’è un’identità municipalistica e territoriale più che regionale. E così, troppo spesso, si procede con politiche di sommatoria di singoli interessi. Oggi più che mai, invece, occorre sintesi. È per questo che al presidente del Crum, rettore dell’Università di Camerino, ho chiesto di avviare una riflessione comune con gli atenei per inaugurare un processo d’integrazione che non significa fusione”.

E sembra che anche gli studenti siano molto interessati all’argomento: centinaia quelli che hanno partecipato ai tre giorni del convegno “L’Italia verso l’Unità” organizzato dai tre atenei romani ma l’incremento delle presenze, a detta dei docenti, si registra soprattutto durante le lezioni che toccano il tema.